A Kiev i manifestanti hanno dato fuoco a diverse auto davanti all'ambasciata russa (keystone)

Ucraina, chiesta la legge marziale

Il Governo di Kiev dopo l'incidente militare con i russi: "È stata un'aggressione". La replica di Mosca: "No, avete violato le nostre acque"

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E' in corso una delle escalation più gravi fra Ucraina e Russia dopo l'annessione della Crimea a quest'ultima nel 2014.  Il Governo di Kiev, infatti, si è riunito d'urgenza in piena notte per chiedere al Parlamento di dichiarare la legge marziale, dopo l'incidente sullo stretto di Kerch, fra Mar Nero e Mar d'Azov.

 

La crisi tra i due paesi si è riaccesa domenica quando un'unità russa ha speronato un rimorchiatore ucraino che stava trainando due navi militari della marina di Kiev attraverso lo stretto di Kerch, che divide il Mar Nero dal Mare di Azov, e la penisola di Crimea a est dal territorio continentale della Federazione russa. Sono stati sparati anche alcuni colpi di arma da fuoco, che hanno provocato il ferimento di alcuni marinai ucraini.

Una violazione delle acque territoriali russe, secondo Mosca; un'aggressione non provocata secondo Kiev, che afferma di aver avvertito preventivamente la Russia del passaggio.

Intanto nella capitale ucraina sono scoppiate proteste e scontri durante la notte. Centinaia di manifestanti - rilevano i media internazionali, fra cui BBC - si sono riuniti sotto l'ambasciata russa e hanno dato fuoco ad auto, fra cui un veicolo diplomatico.

ATS/M. Ang.

Alta tensione tra Mosca e Kiev

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TG di lunedì 26.11.2018

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