Un procuratore speciale per le indagini su Trump (keystone)

Un procuratore speciale per Trump

Il ministro della Giustizia USA ha nominato un esperto per indagare sulle carte sequestrate all'ex presidente

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Il ministro della Giustizia degli Stati Uniti ha nominato un procuratore speciale per indagare sull'ex presidente USA Donald Trump. In un discorso televisivo,  il ministro Merrick Garland ha affidato l'incarico "estremamente delicato" a Jack Smith, il procuratore del Tribunale speciale per il Kosovo con sede all'Aia. Garland ha dichiarato che è "nell'interesse pubblico" nominare un procuratore speciale che si occupi di due indagini in corso da mesi: la prima riguarda gli sforzi del miliardario repubblicano per modificare i risultati delle elezioni presidenziali del 2020, la seconda la sua gestione degli archivi della Casa Bianca e il sequestro di alcune carte avvenuto qualche tempo fa nella residenza di Mar-a-Lago (Florida) del tycoon.

Dopo aver "raccolto tutte le prove, il procuratore speciale eserciterà il suo giudizio professionale in modo indipendente per decidere se presentare un'accusa per tutte e due le indagini in corso" ha detto Garland. Tuttavia, il procuratore speciale farà solo una raccomandazione e spetterà al ministro decidere. Se alla fine dovesse incriminare Donald Trump sulla base delle raccomandazioni di Smith, la decisione del ministro, secondo alcuni esperti USA, diverrebbe più difficile da attaccare anche se un'eventuale imputazione non impedirebbe a Trump di correre per le elezioni presidenziali del 2024

Due indagini

La prima indagine aperta riguarda gli sforzi di Donald Trump per contestare la sua sconfitta alle elezioni presidenziali del 2020, fino all'assalto dei suoi sostenitori al Campidoglio il 6 gennaio 2021. La vasta indagine ha già portato all'incriminazione di quasi 900 persone direttamente coinvolte nelle violenze. Il secondo procedimento si concentra sugli archivi della Casa Bianca. Quando Donald Trump ha lasciato la presidenza, ha portato via intere scatole di documenti. Una legge del 1978 obbliga tutti i presidenti americani a inviare agli archivi nazionali tutte le loro e-mail, lettere e altri documenti di lavoro. A gennaio ha restituito 15 scatole di documenti. Dopo averli esaminati, la polizia federale ha stimato che probabilmente ne teneva altri nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida. L'8 agosto gli agenti dell'FBI hanno condotto una perquisizione nella residenza di Trump sulla base di un mandato per "occultamento di documenti classificati" e "ostruzione di un'indagine federale" e hanno sequestrato circa 30 altri scatoloni.

La reazione di Donald Trump

Poco dopo l'annuncio del ministro Garland l'ex presidente ha qualificato la decisione come "vergognosa" definendola "un vero abuso di potere". E ha aggiunto che "lo stanno facendo solo perché sono in vantaggio nei sondaggi" aggiungendo, davanti ai giornalisti di Fox che "non collaborerà in alcun modo con gli investigatori e con il procuratore".

ATS/AFP/ANSA/Swing
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