La pianificazione militare statunitense sull’Iran ha raggiunto uno stadio avanzarto, con opzioni che includono attacchi mirati contro individui o azioni per favorire un cambiamnento di regime. Lo hanno detto due fonti riservate all’agenzia Reuters.
E lo stesso presidente deglI Stati Uniti, interrogato dai giornalisti sulla possibilità di raid limitati contro il paese degli ayatollah, ha risposto: “Ci sto pensando”.
Intanto ilministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha indicato durante un’intervista alla rete televisiva americana MSNBC che una bozza di accordo con gli Stati Uniti sul nucleare sarà “pronta entro due o tre giorni”.
“Il prossimo passo per me è presentare una bozza di possibile accordo ai miei omologhi negli Stati Uniti. Credo che nei prossimi due o tre giorni sarà pronta e, dopo la conferma definitiva da parte dei miei superiori, sarà consegnata a Steve Witkoff”, emissario del presidente Trump.
Dettagli, ovviamente, segreti
Le fonti militari mantengono ovviamente massimo riserbo sugli scenari preparati, ma gli USA hanno spostato nella regione mezzi militari sufficienti per una campagna che potrebbe durare settimane. Gran parte degli asset si trovano a bordo di portaerei o nelle basi della regione.
La menzione dell’opzione di un cambio di regime è significativa, perché Trump in campagna elettorale aveva dichiarato che avrebbe abbandonato “i tentativi fallimentari” della passata amministrazione di spodestare governi, come in Iraq o in Afghanistan.
Durante il suo primo mandato, Trump aveva approvato attacchi mirati, come l’uccisione - il 3 gennaio 2020 - del generale Qassem Soleimani, uno dei leader dei Guardiani della Rivoluzione o Pasdaran.
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