Non si entra e non si esce (keystone)

Vietato lasciare le zone contagiate

Sono 76 i casi di in Italia, due i morti - Isolamento per le località colpite. Stop allo sport e alle lezioni nelle università in Lombardia e Veneto

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Il Consiglio dei ministri italiano riunitosi sabato sera ha adottato "un decreto legge con misure per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica. Lo scopo è tutelare il bene della salute" che "è al primo posto della gerarchia dei valori", ha detto il premier Giuseppe Conte al termine dell'incontro nella sede della protezione civile. Il provvedimento dispone in particolare il divieto di allontanamento per gli individui che si trovano nelle aree di focolaio del coronavirus, ovvero dieci comuni del lodigiano e quello padovano di Vo' Euganeo, dove non sarà neanche più possibile entrare.

L'Esecutivo conta sulla collaborazione dei cittadini, ma saranno istituiti presidi e le forze dell'ordine dovranno far rispettare le decisioni prese. Chi violerà l'isolamento rischierà sanzioni penali. Invece, "non ci sono i presupposti per una misura draconiana come la sospensione del trattato di Schengen", ha dichiarato il capo del Governo, secondo il quale non si vuole fare dell'Italia un lazzaretto e non bisogna cedere al panico.

L'ospedale di Codogno
L'ospedale di Codogno (keystone)

Tutte le attività didattiche delle università lombarde e venete saranno intanto sospese da lunedì per una settimana almeno. La notizia è stata comunicata per le prime sabato sera da Remo Morzenti, rettore di Bergamo e presidente della conferenza degli atenei della regione, mentre per le seconde la decisione è direttamente del governatore Luca Zaia. L'Università di Ferrara ha preso un analogo provvedimento.  Si succedono le cancellazioni di manifestazioni pubbliche e private, come la sfilata del carnevale di Crema, e il ministro competente potrà decretare il rinvio di gite scolastiche o eventi sportivi, ha affermato dal canto suo il titolare della Salute Roberto Spadafora. Lo sport dovrebbe in particolare fermarsi domenica in Lombardia e Veneto, compresa la serie A con le partite di Inter e Atalanta.

I numeri

Il bilancio in Italia si è nel frattempo aggravato a due morti e 76 casi positivi fra Lombardia (54), Veneto (17), Emilia Romagna (2). Lazio (2, i cinesi dello Spallanzani, moglie e marito dichiarato guarito proprio in giornata) e Piemonte (1).  I ricoverati con sintomi sono 33, 18 quelli in terapia intensiva, 11 in isolamento domiciliare, ha spiegato il commissario straordinario all'emergenza, Angelo Borrelli.

 

La zona più colpita rimane quella del Basso Lodigiano (attorno a Codogno), dove è ancora ricoverato il cosiddetto "paziente 1", un 38enne. Dopo il decesso di un 78enne di Vo' Euganeo, a Casalpusterlengo è morta in casa una 77enne, risultata positiva post mortem al Covid-19 ma che potrebbe essere stata uccisa da altre patologie che già la debilitavano. Il virus è arrivato anche nel Milanese, dove un 78enne di Sesto San Giovanni è ricoverato al San Raffaele ed è stato colpito anche un 71enne di Mediglia. Il 40enne torinese unico caso in Piemonte ha preso la malattia entrando in contatto, per lavoro, con il "ceppo lombardo". Una quindicina di persone a lui vicine sono state sottoposte a esami, mentre notizie di test negativi arrivano da varie altre località della penisola.

Negativi anche i test sulla persona finora considerata come il "paziente zero" all'origine del focolaio, l'uomo tornato dalla Cina con cui era entrato in contatto il citato 38enne ospedalizzato a Codogno.

RG 18.30 del 22.02.2020 L'intervista a Maria Rosaria Capobianchi, direttrice del laboratorio di virologia dello Spallanzani di Roma
RG 18.30 del 22.02.2020 L'intervista a Maria Rosaria Capobianchi, direttrice del laboratorio di virologia dello Spallanzani di Roma
 

L'importanza di individuare il paziente zero

"Non c'è da stupirsi che con l'allargarsi dell'epidemia non si riesca a ricostruire le catene di trasmissione. Rintracciare il caso zero non vuol dire limitare l'infezione, ma far emergere quali sono le situazioni di rischio e dove focalizzare l'attenzione", spiega Maria Rosaria Capobianchi, direttrice del Laboratorio di Virologia dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma. Secondo l'esperta è tipico che il virus da un caso anche isolato si diffonda facilmente e rapidamente, come la comune influenza, e non si può escludere l'apparizione improvvisa di un nuovo focolaio anche lontano da Lodi e il picco attuale è stato sicuramente rallentato dalle forti misure di prevenzione sugli arrivi dalla Cina e dalle limitazioni degli eventi di massa. Potrebbe però "essere l'inizio di una circolazione epidemica".

Con la mascherina nelle strade di Teheran
Con la mascherina nelle strade di Teheran (keystone)

Iran secondo solo alla Cina

A livello mondiale il numero dei casi di polmonite virale al di fuori della Cina è repentinamente aumentato sabato anche in Corea del Sud, dove la situazione è stata giudicata grave dalle autorità, e Iran, paese che con sei decessi è oramai al secondo posto per quanto riguarda gli esiti letali. Per il momento nel mondo si contano 78'000 eventi (di cui quasi 2'400 mortali), ma c'è chi sospetta che molti siano quelli sfuggiti alle registrazioni L'Organizzazione mondiale della sanità ha intanto lanciato l'ennesimo allarme riferendosi a quelle nazioni, soprattutto africane, le cui difese sono meno munite di fronte al possibile contagio.

ANSA/ATS/RG/pon/DG
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