Il ricordo di chi perse la vita è ancora vivo
Il ricordo di chi perse la vita è ancora vivo (KEYSTONE)

Ritorno a Fukushima

11 marzo 2011 - 11 marzo 2014: reportage a tre anni del terremoto-tsunami che ha cambiato la storia, non solo del Giappone

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Era l’11 marzo del 2011. Prima il terremoto, poi lo tsunami e infine la catastrofe nucleare all’enorme impianto di Fukushima Dai-Ichi, sulle rive dell’Oceano Pacifico. Da quel giorno il Giappone nordorientale non è più lo stesso.

 

In occasione del terzo anniversario di questa incredibile tripla tragedia, siamo ritornati nella regione di Fukushima per tentare di capire se e come il paese nipponico sia nel frattempo riuscito a risollevarsi.

La minaccia radioattiva continua

Il tutto mentre la minaccia della contaminazione radioattiva continua, e continuerà per anni, a preoccupare la popolazione, non solo giapponese.

Abbiamo incontrato coloro che sono rimasti a vivere in città ritenute (a torto?) non sufficientemente contaminate per venire evacuate e chi invece è stato costretto a partire, o perché ha perso tutto dopo lo tsunami oppure a causa della radioattività. Ci siamo intrattenuti con esperti, medici, persone comuni. Chi l’ha vissuto in prima persona ci ha descritto l’inquietante dietro le quinte dei delicatissimi lavori nella centrale di Fukushima.

Un quadro contradditorio

Il quadro che ne esce è contradditorio, di difficile interpretazione. Il Giappone, paese democratico e tecnologicamente all’avanguardia, sta gestendo nel migliore dei modi possibili l’emergenza Fukushima? Non ne siamo per niente sicuri.

Nonostante, dati alla mano, le autorità facciano di tutto per convincere l’opinione pubblica del fatto che il peggio sia passato, altre tendenze registrate da organizzazioni mediche indipendenti evidenziano un preoccupante aumento dei casi di disfunzioni alle ghiandole, ad esempio i tumori alla tiroide.

Ecco, sotto forma di contributi video , audio e di fotografie , il resoconto del nostro viaggio a Fukushima. Nel tentativo di raccontare e di farci raccontare come si possa tornare ad una vita “normale” dopo la serie di disgrazie abbattutesi sul Tohoku quell’11 marzo di tre anni fa.

Marzio Pescia

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