Nuove prospettive
Nuove prospettive (rsi)

Un Mediterraneo senza Rihanna

Una trasmissione che parla una lingua universale. Radio France Corse ha presentato alla COPEAM a Tunisi il suo progetto

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"Il mare unisce i paesi che separa". Era il 1713 quando il poeta inglese Alexander Pope scrisse queste poche parole, capaci di racchiudere una grande verità. Una verità che vale in particolar modo per il Mediterraneo e per i suoi popoli, al centro da venerdì della 21esima conferenza internazionale della COPEAM (vedi box a lato) a Tunisi.

Tra i diversi partecipanti, figura anche Radio France Corse. "Abbiamo pensato di realizzare un nuovo programma che parli con una lingua universale", ci racconta Pierre Mari, giornalista e responsabile della cooperazione con il Mediterraneo per la sua emittente, "e abbiamo pensato alla musica".

Le note suonate da artisti corsi, italiani, algerini, spagnoli, tunisini e marocchini animeranno la nuova trasmissione settimanale della durata di 30 minuti, "non solo per avvicinare le diverse società che vi parteciperanno ma anche per contrastare l'industria del disco, Rihanna, i Duft Punk, ...", sottolinea Mari, "esiste infatti un'alternativa a questa globalizzazione della musica, il Mediterraneo ha una ricchezza incredibile in questo campo".

Alessandra Spataro


"L'esperienza di Kantara"

Il progetto, presentato davanti alla commissione radio della COPEAM, non nasce per caso, ma è una variante di un'altra trasmissione storica che Mari conosce bene, ossia "Kantara": "Esiste da 15 anni, è un ponte (il significato della parola nella lingua araba) fra l'Occidente e il Maghreb. E' una trasmissione senza preconcetti in cui viene analizzata settimanalmente l'attualità politica, sociale e culturale di quest'area. Un modo per avvicinarsi, per conoscersi meglio, per aprirsi agli altri".

Cos'è la COPEAM

La Conferenza Permanente dell'Audiovisivo Mediterraneo (COPEAM) è un'associazione no-profit, internazionale e inter-professionale che, riunendo oltre 100 operatori dell'audiovisivo provenienti da 27 paesi del bacino euromediterraneo (fra cui 34 radiotelevisioni pubbliche), opera con lo scopo di rafforzare il dialogo interculturale e la comprensione reciproca tra i popoli della regione.

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