L’europarlamentare tedesco Markus Ferber
L’europarlamentare tedesco Markus Ferber (keystone)

“Equivalenza, gioco politico”

Dopo la lettera di 11 paesi UE l’europarlamentare Markus Ferber denuncia le pressioni sulla Svizzera

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Non ha dubbi Markus Ferber, europarlamentare tedesco e vicepresidente della commissione per i problemi economici e monetari al Parlamento europeo: “La decisione della Commissione Europea di concedere l’equivalenza alla piazza finanziaria elvetica solo per un anno è motivata politicamente”. A suo avviso Bruxelles ha voluto sfruttare il dossier per mettere sotto pressione la Svizzera: “La commissione mischia cose che non c’entrano nulla tra loro“ afferma, interpellato dalla RSI.

L’europarlamentare non è estraneo alla stesura della lettera firmata da 11 paesi UE, tra i quali Gran Bretagna e Germania, un testo estremamente critico nei confronti della marcia indietro di Bruxelles. Ancora il 22 novembre del 2017 – il giorno prima della visita in Svizzera del presidente della Commissione Jean Claude Juncker - l’equivalenza della normativa elvetica con quella europea era stata infatti approvata senza restrizioni dai paesi membri .

 “A dicembre sono stato a Berna – afferma Markus Ferber - ho avuto diversi colloqui al dipartimento delle finanze e anche con la FINMA, ma non ho avuto segnali relativi al fatto che durante la visita del signor Juncker vi sia stato qualche cambiamento che possa l’inversione di rotta da parte della commissione”.

L’europarlamentare tedesco spiega di essere intervenuto per difendere la Confederazione anche in seguito a un invito preciso: “Durante la mia visita a Berna è stato chiesto il mio sostegno, dopo ho avuto una serie di colloqui a Bruxelles”. Da sempre critico nei confronti della politica fiscale degli Stati Uniti, Ferber denuncia inoltre la politica “iniqua” della Commissione europea, che ha concesso un’equivalenza senza restrizioni alla piazza finanziaria statunitense, negando lo stesso trattamento a quella elvetica. Tuttavia, spiega, la Germania è intervenuta anche in virtù degli stretti rapporti con Berna e soprattutto con la piazza finanziaria zurighese. Ora l’europarlamentare bavarese, eletto nelle file della CSU, si dice fiducioso: “Penso che la commissione abbia recepito il messaggio”.

thp

 

 
 
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