Attualmente sono sette i bambini svizzeri nella zona di conflitto
Attualmente sono sette i bambini svizzeri nella zona di conflitto (Falò)

“Un’eccezione umanitaria”

Il consigliere nazionale Carlo Sommaruga, intervenuto durante la puntata di Falò, chiede il rientro delle madri jihadiste detenute in Siria

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Un’eccezione umanitaria che permetta alle madri radicalizzate di rientrare in Svizzera dai campi di prigionia in Siria, così da poter mettere al sicuro i figli.  È quanto chiesto dal consigliere nazionale Carlo Sommaruga, intervenuto durante la puntata di Falò di giovedì dedicata agli svizzeri partiti per fare la jihad.

 

Secondo il socialista, per far sì che il Consiglio federale si esprima in maniera favorevole al rimpatrio delle donne che hanno fatto parte del sedicente Stato Islamico, è necessario che il gruppo di lavoro adibito alla questione presenti delle argomentazioni forti.

Il parlamentare sottolinea anche la responsabilità giuridica dello Stato elvetico nei confronti dei combattenti arrestati dalle forze curde in quanto “prodotti della nostra società” e afferma: “Chi ha combattuto deve essere condannato anche nel rispetto di tutte le vittime”.

Attualmente ci sono 20 cittadini svizzeri che si trovano nella zona di conflitto. Le donne e i bambini sono detenuti in campi di prigionia gestiti dalle forze curde, mentre gli uomini sono in carcere. Sebbene l'IS sia stato sconfitto, l’ideologia è ancora presente e il rischio di una rinascita del califfato è reale.

Alcune delle madri recluse si sono pentite di essere partite e chiedono la possibilità di rientrare insieme ai figli, come la losannese radicalizzata intervistata dalla RSI. Altre invece continuano a seguire la jihad, costringendo i propri bambini a seguirne i principi.

Falò/YR
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