Alain Berset e Guy Parmelin
Alain Berset e Guy Parmelin (keystone)

Aiuti più facili ai casi di rigore

Avranno diritto, con meno burocrazia, le imprese che hanno dovuto chiudere per 40 giorni dal 1° novembre - Tetto dei contributi aumentato

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Le imprese che dal 1° novembre 2020 hanno dovuto chiudere la loro attività per almeno 40 giorni su ordine delle autorità vanno considerate "casi di rigore" senza dover più dar prova di un calo della cifra d'affari. È il caso per esempio della ristorazione, delle discoteche, delle strutture per lo sport e per il tempo libero. Inoltre si potrà tener conto anche del calo del fatturato degli ultimi 12 mesi e quindi anche di quelli del 2021 come base di calcolo.

 

Ne approfitteranno per esempio le stazioni invernali: se la stagione dovesse andare male, le imprese turistiche del settore potrebbero vedersi applicare le regole per i casi di rigore. Lo ha deciso oggi, mercoledì, il Consiglio federale, che allenta i cordoni della borsa per far fronte alle conseguenze economiche della pandemia.

 

"Siamo coscienti che le misure sanitarie adottate oggi avranno conseguenze importanti", ha dichiarato in apertura di conferenza stampa il presidente della Confederazione e ministro dell'economia Guy Parmelin, presentatosi davanti ai giornalisti insieme ai capi dei dipartimenti dell'inteno, Alain Berset, e delle finanze, Ueli Maurer.

Il riassunto delle misure decise finora a sostegno dell'economia
Il riassunto delle misure decise finora a sostegno dell'economia

Percepire gli aiuti sarà più facile e meno burocratico e anche i contributi aumenteranno: il limite massimo per gli aiuti a fondo perso viene portato al 20% della cifra d'affari (finora era il 10%) o 750'000 franchi per impresa (finora 500'000). Sarà così possibile sostenere una proroga delle chiusure anche oltre il mese di febbraio, scadenza fissata oggi. A determinate condizioni, i contributi potranno essere aumentati fino a 1,5 milioni. Per sostenere l'ulteriore sforzo finanziario, il Consiglio federale ha deciso di attingere anche dalla sua riserva di 750 milioni, la cui ripartizione fra i cantoni sarà decisa in un secondo tempo.

Già nel mese di gennaio più della metà dei Cantoni versa aiuti per i casi di rigore, in febbraio quasi tutti i Cantoni dovrebbero essere in grado di fornire questo tipo di sostegno, precisa il Governo. "Il numero delle richieste raddoppierà dai 50'000 stimati in un primo tempo", ha spiegato Ueli Maurer in conferenza stampa, "una sfida logistica per i cantoni, che per accelerare le procedure potranno introdurre procedure automatizzate".

Sono già stati messi a disposizione 2,5 miliardi di franchi, 1,9 dei quali versati dalla Confederazione. Nella sessione di marzo in Parlamento, ha detto ancora Maurer, si chiederà un nuovo credito, il cui ammontare è all'esame insieme ai Cantoni. In caso di terza ondata e conseguenti misure con impatto sull'economia, la Confederazione non esclude inoltre di riattivare il programma di fideiussioni COVID-19.

A chi posso inviare una richiesta di aiuti finanziari per casi di rigore?

L’impostazione concreta degli aiuti finanziari nei casi di rigore è di responsabilità dei Cantoni, che esaminano anche le richieste nei singoli casi. Le domande relative alla presentazione delle richieste devono essere rivolte al Cantone nel quale l’impresa aveva la propria sede il 1° ottobre 2020. I dati di contatto dei servizi cantonali sono disponibili su covid19.easygov.swiss. L’ordinanza federale disciplina le modalità di ripartizione dei fondi della Confederazione ai Cantoni nonché le condizioni che devono essere adempiute affinché la Confederazione partecipi ai costi delle regolamentazioni cantonali sui casi di rigore.

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