L’Unione delle città svizzere (UCS) si oppone all’iniziativa popolare “200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)“, la quale mira a ridurre il canone radiotelevisivo e ad abolirlo per le imprese. L’organizzazione chiede inoltre un maggiore sforzo da parte della politica per tutelare il settore.
“I media regionali rischiano di scomparire”
“I media regionali rischiano di scomparire, con gravi conseguenze per l’informazione, la cultura e la democrazia a livello locale”, scrive giovedì l’UCS in una presa di posizione ufficiale. “Le città si battono per dei media regionali solidi e indipendenti. Per questo sostengono l’introduzione di misure di promozione e un adeguamento del diritto d’autore”, sottolinea l’organizzazione. L’UCS respinge così la riduzione del canone radiotelevisivo chiesta dall’iniziativa popolare in votazione il prossimo 8 marzo.
Se il testo venisse approvato il budget SSR verrebbe ridotto di oltre la metà
Qualora il testo venisse approvato il budget a disposizione della SSR verrebbe ridotto di oltre la metà, con una conseguente forte diminuzione dell’offerta e un indebolimento dei contenuti affidabili nelle regioni, sostiene inoltre l’UCS.
Media locali penalizzati anche da Google, Meta o TikTok
I media locali sono indispensabili per una democrazia e a livello regionale contribuiscono a favorire il dibattito pubblico, afferma l’organizzazione. Tuttavia, questi ultimi “vengono penalizzati dalla forte concorrenza” e da “contenuti globali diffusi da piattaforme come Google, Meta o TikTok”.
Secondo l’UCS, dal 2003 sono scomparsi in Svizzera 70 giornali regionali. Questa tendenza “mette a rischio il pluralismo e comporta una riduzione di contenuti regionali e politici fondamentali per una copertura critica e affidabile delle decisioni delle autorità, in particolare a livello comunale”.
Il sostegno finanziario indiretto salvaguardia l’indipendenza dei media
Un’informazione locale di alta qualità è possibile solo grazie a un sostegno finanziario indiretto che salvaguardi l’indipendenza dei media, precisa la nota.
A preoccupare l’UCS è anche l’intelligenza artificiale (IA), che rappresenta un’ulteriore forma di concorrenza poiché spesso ripropone contenuti giornalistici senza citarne la fonte e aggira i modelli di remunerazione tradizionali. Per questo motivo, l’Unione delle città svizzere auspica una regolamentazione che disciplini l’utilizzo dei contenuti mediatici da parte dell’IA e delle piattaforme online, e che garantisca al contempo l’indicazione delle fonti, tuteli i diritti degli autori e assicuri una remunerazione equa.
Notiziario 20.00 del 08.01.2026

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