Ignazio Cassis (reuters)

"Anche negoziati interni"

Ignazio Cassis svela che la Confederazione approfondirà le trattative sia con l'UE che con i partner elvetici

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"Anche negoziati interni". Il consigliere federale Ignazio Cassis ha spiegato mercoledì che Berna approfondirà i negoziati non solo con l’UE ma anche all'interno del paese, alla luce delle polemiche scaturite nelle ultime settimane sull’eventuale allentamento delle misure d’accompagnamento che ha causato le ire dei sindacati in Svizzera. Berna "vuole capire dai cantoni e dai partner esattamente fin dove si può arrivare nelle trattative con l'UE".

Cassis ha precisato che il Consiglio federale spera ancora di poter "definire un accordo istituzionale, di qualità, con Bruxelles se possibile" entro fine 2018. E se è certo che le cosiddette linee rosse (quelle da non oltrepassare nei negoziati) non vanno toccate, sulle misure d’accompagnamento alla libera circolazione Berna intende "consultare cantoni e partner sociali" entro breve.

Il Governo ha del resto ribadito che tali misure fanno parte appunto delle linee rosse da non oltrepassare nei negoziati con l’UE, che negli ultimi mesi hanno fatto progressi: si è infatti più vicini a un accordo sulla difficile questione dei "giudici stranieri", ossia coloro che dovrebbero dirimere eventuali vertenze tra Berna e Bruxelles, grazie alla soluzione elvetica di un tribunale arbitrale.

La reazione dell'Europa

Da Bruxelles, poco dopo la fine della conferenza stampa di Cassis, sono giunte le prime reazioni: "Prendiamo atto delle discussioni di oggi e non negoziamo sui mass-media" ha dichiarato una portavoce della Commissione europea. "Le trattative continueranno la prossima settimana e resteranno difficili", ha poi aggiunto. Parole che possono essere interpretate come una delusione per la mancanza di novità da parte elvetica.

La commissione europea:
La commissione europea: "Le trattative continueranno settimana prossima e resteranno difficili" (keystone)

La posizione dei negoziatori europei è sempre stata che fino a quando non si decide su tutto, nulla è veramente deciso. Un "tira e molla" istituzionale destinato quindi a protrarsi fino all'autunno.

I sindacati: "Bene così, proteggere i salari"

E' positiva invece la reazione dei sindacati alla volontà del Consiglio Federale di considerare intoccabili le misure accompagnatorie alla libera circolazione. Sul dossier europeo Berna vuole comunque ben chiarire se ci siano anche piccoli margini di cambiamento.

“I salari di chi lavora in Svizzera – ha dichiarato Daniel Lampart, capo economista presso l’Unione sindacale Svizzera - devono restare protetti: le misure di accompagnamento alla libera circolazione devono per questo restare così come sono”.

Daniel Lampart, economista presso l'Unione sindacale Svizzera:
Daniel Lampart, economista presso l'Unione sindacale Svizzera: "I salari restino protetti" (keystone)

Chiamando ad un tavolo sindacati e Cantoni, il Governo ha detto chiaramente che entro fine agosto vuole capire se su qualche punto si possa cedere. Ma il fronte si prospetta unito: Travail Suisse come l'Unione sindacale ribadiscono l'intoccabilità delle misure che accompagnano la libera circolazione ritenute una promessa politica che va rispettata.

RG/EnCa/Bleff

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