L'azienda è tra le 14 sanzionate dagli Stati Uniti per il caso Navalny (reuters)

Azienda svizzera sotto accusa

Colpita dalle sanzioni statunitensi una società con sede a Buchs – Avrebbe collaborato con il programma di armi chimiche russo

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C’è anche un’azienda svizzera con sede a Buchs, nel canton San Gallo, tra le 14 colpite dalle sanzioni statunitensi adottate contro la Russia per il caso Navalny. L’accusa è di aver collaborato al programma di armi di distruzione di massa e chimiche della Russia.

Si tratta della ChimConnect, che secondo il suo sito produce e commercia reagenti, materiali chimici, strumenti diagnostici, nanotecnologie e microelettronica. Ha una consociata con lo stesso nome a Costanza, in Germania, anche questa presente nella lista delle aziende sanzionate da Washington.

L’azienda, i cui vertici non hanno voluto commentare la notizia, avrebbe soltanto un paio di dipendenti a Buchs e potrebbe trattarsi dunque di una società bucalettere, più che di un sito di produzione. L’azienda è comunque attiva da diversi anni e avrebbe depositi adatti a materiali chimici pericolosi e mezzi adeguati per trasportarli.

 
RG/sf
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