Si tratta di decidere se la politica intende prendere in mano questo dossier, con accertamenti in parallelo a quelli della magistratura (keystone)

Berset, un primo banco di prova

Le commissioni della gestione delle due camere riunite per far luce sulle fughe di notizie e le responsabilità del consigliere federale – L’analisi e gli scenari

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Dopo giorni di speculazioni il cosiddetto "caso-Berset" entra in una fase forse decisiva. Ora è infatti il Parlamento a occuparsi delle ormai note fughe di notizie durante la pandemia tra il Dipartimento federale dell'interno e la Ringier. Le commissioni della gestione di entrambe le camere sono riunite da questa mattina (lunedì): devono decidere se e in che modo far luce sull'intenso scambio di e-mail tra l'ex capo della comunicazione di Alain Berset e il CEO del gruppo editore del Blick.

 

Le commissioni e gli scenari

I membri delle due commissioni della gestione, che sono quelle chiamate a vigilare sull'operato del governo e dell'amministrazione, si sono riunite poco dopo le 10 al terzo piano di Palazzo federale. Non c'erano volti particolarmente tesi, ma tutti sono perfettamente consapevoli dell'importanza di questa seduta, che durerà oggi e domani. Cosa ci possiamo attendere? Prima di tutto si tratterà di stabilire cosa la commissione può fare, fino a dove potrà fare chiarezza, visto che parallelamente è in corso anche una procedura giudiziaria.

E proprio a livello giuridico però in questo momento è tutto bloccato, in attesa della nomina di quello che sarebbe un terzo procuratore straordinario. Ci potrebbero volere mesi, se non anni per fare passi avanti. A livello politico c'è chi invece non intende aspettare, ed è questo il punto principale.

 

Si tratta di decidere se la politica intende prendere in mano questo dossier, con accertamenti in parallelo a quelli della magistratura, ovviamente rispettando la separazione dei poteri. La proposta più concreta sul tavolo è quella dell'UDC Alfred Heer, che chiede l'accesso per i membri della gestione alle mail che si sono scambiati l'ex braccio destro di Alain Berset Peter Lauener e il CEO di Ringier Marc Walder. Nel centrodestra da più parti si sostiene la necessità di fare chiarezza, senza aspettare i lunghi tempi della magistratura, mentre resta un po' più sulla difensiva la sinistra. Le decisioni dovrebbero essere rese note domani e non è per esempio da escludere che si proceda con una sottocommissione ad hoc.

Ad ogni modo a livello politico la pressione su Alain Berset è già alta da diversi giorni, e ora potrebbe aumentare ulteriormente. Anche perché è difficile immaginare che il Parlamento resti con le mani in mano. Berset dovrà verosimilmente comparire davanti alla Commissione della Gestione, mentre mercoledì avrà la prima occasione per discuterne con i suoi colleghi di governo. Al di là dei tempi della giustizia è chiaro che per lui politicamente non si preannunciano giorni facili. Anche perché il punto non è solo "se lui sapesse o meno" delle fughe di notizie verso il Blick, e quindi della presunta violazione del segreto d'ufficio: questo lo stabilirà la giustizia. A livello politico la domanda è se questa vicenda, se il fatto che il CEO del Blick ottenesse le notizie sulla gestione del Covid in anteprima, abbia in qualche modo condizionato gli altri membri del Consiglio federale, non permettendo quindi al Governo di fare il suo lavoro nel migliore dei modi.

 
RG-Mattia Serena/Red. MM
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