Un consumatore responsabile, al momento dell’acquisto di un’automobile, considera anche spese indirette, come ad esempio quelle d’immatricolazione, di mantenimento o anche semplicemente di parcheggio, del box auto. Considerazioni che invece non sembrano essere state effettuate, o almeno non del tutto, per gli F-35.
Se a giugno si era infatti appurato che il credito per l’acquisto degli aerei da combattimento F-35A era insufficiente, ragion per cui il Consiglio federale aveva incaricato il Dipartimento federale della difesa (DDPS) di rispettare il limite finanziario di 6 miliardi di franchi, ora si attendono costi aggiuntivi pure per la costruzione degli hangar destinati a ospitarli. È la conclusione a cui è giunta una perizia del Controllo federale delle finanze (CDF), la quale prevede pure dei ritardi nella loro realizzazione.
Nel 2022, il Parlamento aveva approvato un credito di 120 milioni di franchi volto alla costruzione di nuovi hangar a Payerne (VD), Emmen (LU) e Meiringen (BE). Il Consiglio federale aveva poi annunciato nel giugno scorso dei costi aggiuntivi per 60 milioni, somma che necessita il nullaosta del Parlamento, che non ha ancora potuto esprimersi.
La valutazione del Controllo federale delle finanze
In un audit di oggi, mercoledì, il CDF stima costi pari a 200 milioni di franchi, nello specifico 182 milioni con un margine del 10%. Dei costi supplementari, 14 milioni sono dovuti al rincaro. La stima fatta al momento dell’adozione del credito nel 2022, secondo il CDF, si è rivelata insufficiente, poiché i requisiti concreti in materia di costruzione non erano noti.
L’analisi ha pure riscontrato lacune nell’avanzamento del progetto. Se, stando alla pianificazione, tutti i lavori dovrebbero vedere il completamento entro il 2030, allo stato attuale il CDF prevede che l’obiettivo potrebbe essere disatteso. A Emmen e Meiringen, le licenze edilizie non arriveranno infatti prima della fine del primo semestre 2026, mentre a Payerne i lavori sono già iniziati nella primavera del 2025, ma con sei mesi di ritardo.
Le raccomandazioni e la risposta del Dipartimento federale della difesa
Vista la mancanza di crediti aggiuntivi sono previsi ulteriori ritardi dei lavori. Ragion per cui, secondo il CDF, occorre prevedere uno scenario alternativo se l’infrastruttura non dovesse essere completa al momento della consegna dei jet. Una soluzione intermedia, sarebbe “parcheggiare” i velivoli in un altro luogo in Svizzera o nel Paese del costruttore.
Il responsabile del settore Immobili dell’Ufficio federale dell’armamento (armasuisse) Marcel Adam si è difeso affermando che i ritardi potrebbero essere recuperati durante la costruzione: “Possiamo rispettare i termini“. Inoltre, ci sarebbero sufficienti posti di stazionamento disponibili per i nuovi velivoli, che soddisferebbero i requisiti di sicurezza.
Il CDF ha anche richiesto che le future domande di credito dovranno poggiare su basi solide, con una presa in considerazione dei costi supplementari. Nella sua presa di posizione, il Dipartimento federale della difesa ha risposto ricordando che il credito del 2022 si basava su progetti preliminari. Questi progetti non erano ancora pronti alla realizzazione, ha precisato Robert Scheidegger, segretario generale supplente del DDPS.
Peraltro, Adam ha aggiunto che i requisiti immobiliari sono stati chiariti solo dopo la decisione a favore dell’F-35. Detto questo, il DDPS accetta la raccomandazione e si impegna ad attuarla, garantendo una maggiore trasparenza nelle future richieste di crediti. Scheidegger ha assicurato che in futuro la comunicazione sarà più chiara.
Notiziario 23.00 del 21.01.2026











