Un'altra estate senza grandi eventi? (archivio keystone)

"Certificato Covid? Per noi è troppo tardi"

Chi organizza eventi e gestisce locali notturni in Svizzera non è entusiasta: “Non garantirà le manifestazioni estive”

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Il certificato Covid-19 sarà pronto a partire dal mese di giugno, ha annunciato ieri il consigliere federale Alain Berset. Ma la reazione dei rappresentanti della scena musicale elvetica non è entusiastica. "Per noi è troppo tardi", spiega ai nostri microfoni Stefan Breitenmoser, direttore dell'associazione svizzera che riunisce i maggiori promotori di eventi musicali, poiché non garantirà la realizzazione delle manifestazioni estive. “Il Moon&Stars, il Montreux Jazz Festival, gli Open Air di Gampel e di Frauenfeld, il Festival di Spiez e tanti altri non hanno ancora annunciato la disdetta attendendo prospettive concrete dal Consiglio federale, ieri sono stati delusi", aggiunge Breitenmoser.

Ma garantire l'accesso del pubblico con il certificato covid-19 non è un passo fondamentale? "Potrebbe funzionare come soluzione temporanea", ci risponde Alexander Bücheli, dell'associazione mantello delle discoteche e dei locali notturni svizzeri, "di certo non è fattibile effettuare dei test rapidi all'ingresso, ma non sappiamo quale effetto avrà sulla nostra clientela il certificato, non è mai stata introdotta una simile limitazione finora".

Anche la scena musicale svizzera, ribadisce Breitenmoser, lo accoglie solo come ultima ratio per permettere lo svolgimento dei grandi eventi. Forse la prospettiva cambierebbe, ci lasciano intendere i nostri interlocutori, qualora il certificato diventasse necessario per una vasta serie di attività, oltre ai viaggi e alla frequentazione di concerti e locali notturni.

"Sarebbe senz'altro un elemento importante se venisse adottato per più scopi a livello nazionale", conclude Alexander Bücheli.

Nulla è stato ancora deciso

Il Consiglio federale sta delineando un piano per uscire dalla crisi pandemica, puntando sulla vaccinazione di massa e prevedendo un processo di riaperture a tappe: quando ogni adulto che lo desidera sarà stato vaccinato allora le restrizioni non saranno più giustificate. In questa strategia, spunta anche il certificato Covid-19, sul quale verrebbero iscritte le vaccinazioni, ma anche le guarigioni e i test negativi. Questo certificato permetterebbe l'accesso a numerose attività. Le riflessioni sono tuttavia ancora in corso e nulla è stato ancora deciso definitivamente.

 
RG-AC/ludoC
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