Svizzera

Tragedia di Crans-Montana, cos’è un flashover e quando avviene

Nelson Ortelli, direttore della federazione pompieri Ticino, intervistato dalla RSI, spiega come si sviluppa un incendio generalizzato (“embrasement generalisé”)

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SEIDISERA del 01.01.2026 - Cos’è un flashover - L’intervista a Nelson Ortelli, direttore della Federazione pompieri Ticino, di Luca Berti

RSI Info 01.01.2026, 19:29

Di: SEIDISERA - Luca Berti / M. Ang. 

Per la tragedia di Crans-Montana si è parlato anche di un embrasement generalisé, un flashover. È un termine tecnico. Per spiegare cos’è, quando avviene e perché è particolarmente pericoloso, SEIDISERA della RSI ha intervistato Nelson Ortelli, direttore della Federazione pompieri Ticino. “In sostanza il termine flashover identifica un momento ben definito nello sviluppo di un incendio, dal momento in cui questo si trova in una fase iniziale ed è localizzato, al momento in cui diventa generalizzato e quindi interessa tutto il locale”.

Può essere interpretato, da chi lo vede, come una sorta di esplosione, un momento dirompente? Avviene in un attimo?

“Il flashover è un fenomeno molto rapido, avviene in tempi relativamente brevi e comporta il fatto che il fuoco da localizzato in un punto all’interno del locale, si sviluppa all’interno di tutto il locale, interessando tutto il materiale”.

In un attimo si passa da una situazione molto localizzata ad essere circondati dalle fiamme...

“Sì ma perché questo avvenga devono verificarsi determinate condizioni di temperatura, di ossigeno e quant’altro. Non è sistematico, non avviene sempre. È quindi una cosa che deve essere valutata nel contesto specifico”.

Detto che questa è una delle ipotesi da parte della Procura che sta svolgendo le indagini, in un caso come questo (uno scantinato, un locale parzialmente sotterraneo), è credibile che lì si possa sviluppare un fenomeno di questo tipo? Sono anche le condizioni che favoriscono questo tipo di incendio?

“È difficile dare una lettura, perché bisogna conoscere la situazione all’interno del locale non solo in termini tecnici (quindi che installazioni sono presenti) ma anche le condizioni d’uso (cosa stavano facendo le persone e via dicendo). Ripeto, non è un fenomeno sistematico, è un fenomeno rapido, che avviene in maniera quasi repentina e da lì nasce la sua pericolosità. Anche noi come forza di intervento lo temiamo”.

Lo temete perché non sapete come si svilupperà, quando si svilupperà oppure ci sono segni premonitori?

“Ci sono segni premonitori che bisogna cogliere e leggere e poi adottare il comportamento di conseguenza, per evitare di trovarsi all’interno di questo flashover”.

Tra i segni premonitori c’è per esempio lo sviluppo di tanto fumo in presenza di poco ossigeno?

“C’è temperatura, sicuro, c’è un incendio evidentemente, perché altrimenti non ci sarebbe il fenomeno e ci sono condizioni per le quali si crea questa via che permette al fuoco di passare da un punto preciso a tutto il locale. Generalmente questa via è proprio la via aerea, quindi il fumo che si addensa all’interno del locale, nelle parti alte, piuttosto che anche altre situazioni”.

Tra i fattori scatenanti può esserci un repentino aumento della disponibilità di aria fresca, di ossigeno?

“L’aria fresca o l’ossigeno, che è contenuto in questa aria fresca, va sicuramente a influire sullo sviluppo del fuoco. Non è però solo questo che può concorrere a questa situazione di fuoco generalizzato”.

Basta rompere una finestra, aprire una finestra o aprire una porta per generare questo tipo di fenomeno?

“Potrebbe, nel caso ci trovassimo in una situazione in bilico. La classica goccia che fa traboccare il vaso”.

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