Simonetta Sommaruga a Glasgow (keystone)

Clima, "la Svizzera non è così male"

Intervista a Simonetta Sommaruga, a Glasgow: "Sapevamo che la COP26 sarebbe stata difficile, ora bisogna trovare un compromesso"

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

La COP26, alle battute conclusive, ha disatteso le aspettative secondo molti attivisti e organizzazioni ambientalisti. È stata un fallimento? "Dipende dalle aspettative", secondo Simonetta Sommaruga, che a Glasgow rappresenta la Svizzera. "Era chiaro sin dall'inizio che gli interessi dei Paesi sono molto diversi, bisogna trovare un compromesso al quale possano dire sì in 190", afferma la consigliera federale intervistata dalla RSI. "È molto chiaro che la situazione è molto critica, che c'è bisogno di provvedimenti per ridurre il CO2, ma quando si arriva alle misure concrete diventa tutto più difficile. Ci sono isole nel Pacifico per le quali è una questione esistenziale e i grandi Paesi - quelli del G20 sono responsabili dell'80% delle emissioni - che non vogliono ridurre troppo in fretta."

"Siamo nell'ultima fase della conferenza, adesso ci vuole il risultato e ci sono delle tensioni", ha affermato Sommaruga, "ancora oggi (venerdì, ndr) tutti hanno ripetuto quello che vogliono e che non vogliono, ora tocca alla presidenza trovare un compromesso accettabile per tutti".

E la Svizzera? "Per noi era molto importante progredire verso l'obiettivo di contenere il riscaldamento climatico a 1,5°C", ha detto Sommaruga. La Confederazione è retrocessa nella classifica internazionale del clima presentata nei giorni scorsi. "Se guardiamo l'efficacia e la produzione di energia, anche con fonti rinnovabili, il nostro Paese non è così male", ha affermato la responsabile del Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni. Tuttavia, "è chiaro che dobbiamo e possiamo ancora fare tante cose, che possono anche creare del lavoro" in Svizzera.

Sommaruga, con l'omologa del Ruanda, aveva a Glasgow anche un difficile compito di mediazione: quello di contribuire a un'agenda comune. "Sono state discussioni complesse, ci sono Stati che vogliono adattare i loro obiettivi ogni cinque anni, altri che vogliono farlo magari ogni dieci anni. Noi abbiamo proposto una soluzione e l'abbiamo consegnata alla presidenza, che la metterà nel pacchetto conclusivo".

RG/pon
Condividi