Svizzera

“Abbiamo ringraziato per l’enorme aiuto fornito agli ustionati”

Due squadre dello Swiss Contact Team hanno visitato tutti i 25 pazienti, svizzeri o residenti nel Paese, ricoverati all’estero - Il rimpatrio avverrà in due fasi

  • Un'ora fa
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Swiss Contact Team visita le vittime di Crans all'estero

Telegiornale 04.02.2026, 20:00

Di: Telegiornale/Spi 

Le due squadre dello Swiss Contact Team hanno iniziato la loro missione europea lo scorso 21 gennaio. Da allora, tutti e 25 i cittadini svizzeri o residenti nella Confederazione, che sono ricoverati in strutture specializzate all’estero, sono stati visitati.

Da sola, la Svizzera non avrebbe infatti potuto curare tutti gli ustionati del rogo di Crans-Montana. A venirle in aiuto c’è però stato il sistema di protezione civile dell’UE in caso di eventi straordinari, che ha permesso di distribuire i feriti in diversi Paesi.

“Innanzitutto abbiamo ringraziato il personale che si occupa dei pazienti per l’enorme aiuto fornito”, spiega ai microfoni della SRF Clemens Maria Schiestl, medico specializzato nel trattamento delle ustioni. “Secondariamente abbiamo cercato di capire, parlando dove possibile con i feriti o con i loro parenti, in che stato si trovano le persone ricoverate. Infine si è trattato di raccogliere tutti i dati utili a pianificare il rimpatrio e la riabilitazione degli ustionati”.

Lo Swiss Contact Team ha potuto visitare tutti i pazienti svizzeri ricoverati: si tratta di 19 svizzeri e 6 cittadini stranieri che vivono nel nostro Paese, ricoverati in Francia, Belgio, Italia e Germania. Alcuni si trovano tuttora in condizioni critiche, mentre per altri si prospetta nei prossimi giorni il rimpatrio in Svizzera. “Avverrà in due fasi”, spiega il medico. “I feriti più leggeri faranno ritorno nelle prossime due o tre settimane. Per i più gravi il rientro non avverrà prima di due o tre mesi”.

Le persone rimpatriate e i loro parenti necessiteranno anche di un sostegno psicologico. Il coordinamento per i ricoveri sarà assicurato dagli Uffici federali della Sanità pubblica e della Protezione della popolazione, che smisteranno i feriti in diverse strutture a dipendenza delle loro esigenze. In media la riabilitazione dura all’incirca due anni.

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