Contact tracing sotto pressione

Tracciare i contatti diventa sempre più complicato, soprattutto in Romandia, ma anche a Zurigo – Assunti nuovi funzionari

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L'aumento dei contagi, in particolare in Romandia e nel Canton Zurigo, sta mettendo sotto pressione i servizi cantonali che devono ricostruire i contatti delle persone infette. Il cosiddetto contact tracing, indispensabile per spezzare la catena di contagio, risulta infatti sempre più complicato e dispendioso.

“Diciamolo apertamente – spiega la Consigliera di Stato vodese Rebecca Ruiz –: ci troviamo in una situazione difficile per quanto riguarda la ricostruzione delle catene di contagio. Ci sono delle situazioni nelle quali i nostri operatori sono sovraccarichi e arrivano in ritardo a trovare i contatti”

Secondo l'epidemiologo dell’EPFL Marcel Salathé, il buon funzionamento e l'efficacia del contact tracing è decisamente legata alle condizioni concrete e al luogo di contagio: “Molto dipende da dove si riscontrano i contagi: se molti nuovi casi sono legati ad un cosiddetto hotspot allora la gestione è piu semplice, Se invece molti casi, diciamo 900, sono legati su più regioni e ambienti allora tutto diventa più complicato. Tutto dipende dunque dalla situazione a livello concreto e geografico”.

Nelle ultime settimane per far fronte all'aumento dei casi molti cantoni hanno assunto personale. Lo ha fatto ad esempio il Canton Zurigo, che reputa di avere sotto controllo la situazione: “Fino a 100 contagi giornalieri siamo in grado di gestirli, ne abbiamo avuti anche qualcuno in più. In caso di necessità possiamo comunque assumere ulteriore personale.”

Più casi vuol insomma dire più fabbisogno di operatori per il tracciamento, che si traduce in un costo per i cantoni, ma le alternative sono poche o poco desiderabili: “Un piano B c'è sempre – spiega ancora Salathé – ed è quello di inasprire ulteriormente le misure anti coronavirus e, nello scenario più estremo, arrivare ad una nuova forma di lockdown, cosa che però vogliamo evitare”.

Ricostruire e spezzare le catene di contagio diventa insomma un compito sempre più oneroso e complicato e da ottobre, con il ritorno delle grandi manifestazioni, sportive e non, potrebbe diventarlo ancora di più.

TG/dielle
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