La proposta di modifica costituzionale venne depositata nel 2018 corredata da oltre 121'000 firme
La proposta di modifica costituzionale venne depositata nel 2018 corredata da oltre 121'000 firme (keystone)

Contro i pesticidi sintetici

Il dossier attorno al quale ruota la seconda iniziativa su cui dovremo pronunciarci per le prossime votazioni federali

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Legata al contesto agroalimentare è anche la seconda iniziativa sottoposta al popolo per le votazioni del 13 giugno. Il testo "Per una Svizzera senza pesticidi sintetici" punta a bandire l'uso di queste sostanze nell'agricoltura, nella trasformazione delle derrate e nella cura destinata al suolo e al paesaggio. Respinta da Governo e Parlamento, l'iniziativa venne depositata tre anni fa con più di 121'000 sottoscrizioni valide a sostegno.

Questo progetto di revisione della Costituzione federale prevede inoltre il divieto d'importazione di derrate contenenti pesticidi sintetici o prodotte attraverso il ricorso a queste sostanze. Se l'iniziativa dovesse essere accolta, le norme di attuazione del testo dovrebbero entrare in vigore entro 10 anni. Durante questo periodo transitorio, l'uso di questi pesticidi potrebbe ancora essere autorizzato, in via straordinaria, a fronte per esempio di circostanze di seria penuria. Esaurito il termine decennale, eccezioni di sorta non sarebbero più praticabili.

Gli argomenti dei favorevoli

Il comitato che ha promosso l'iniziativa sottolinea la tossicità dei pesticidi sintetici, qualifica la loro omologazione come troppo lassista e reputa incompatibile il loro utilizzo con le esigenze legate alla protezione della salute, alla sostenibilità dell'agricoltura e alla preservazione della biodiversità. In questo senso i sostenitori del testo sottolineano il fenomeno della moria degli insetti impollinatori, nonché gli studi scientifici che illustrano la correlazione fra queste sostanze e l'insorgenza di diverse malattie.

Iniziativa popolare "Per una Svizzera senza pesticidi sintetici": il video esplicativo diffuso dalla Cancelleria federale

 

Per gli iniziativisti si tratta quindi di voltare pagina, considerando che già oggi più della metà dei coltivatori svizzeri non ricorre più a pesticidi sintetici o ne utilizza pochissimi. I 10 anni previsti per la transizione, aggiungono, consentiranno agli agricoltori di ristrutturare con i necessari aiuti le loro modalità di lavoro. La ricerca, intanto, permette già attraverso soluzioni innovative di affrancarsi dall'uso di queste sostanze.

Il "no" di Governo e Parlamento

Consiglio federale e Camere si schierano contro, ritenendo di aver già adottato varie misure corrispondenti alle istanze degli iniziativisti, e sostenendo che l'adozione del testo determinerebbe problemi di rilievo su diversi versanti: dalla sicurezza degli approvvigionamenti ai prezzi delle derrate, destinati a rincarare; da svantaggi concorrenziali per gli esportatori svizzeri, fino a violazioni del diritto del WTO (l'Organizzazione mondiale del commercio) e degli accordi commerciali internazionali. Si imporrebbe inoltre la necessità di chiarire la nozione di pesticidi sintetici. che nel testo sottoposto al popolo non viene definita.

Il Parlamento e il Governo - che 4 anni fa aveva già promosso un piano d'azione per rendere più sostenibili i prodotti fitosanitari - concordano circa l'esigenza di agire, ma ritengono anche che debba procedere con gradualità l'inasprimento delle condizioni legate alla omologazione e all'utilizzo di pesticidi. Vanno in questo senso le modifiche di legge già elaborate in materia dal Parlamento.

ARi

13 giugno, verso 5 sì

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TG di venerdì 07.05.2021

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