È molto invasiva e può causare danni agli impianti di acqua potabile, alla biodiversità e arrecare perdite economiche ai pescatori. (srf)

Contro l'invasione della cozza quagga

I cantoni lanciano una campagna per impedire il diffondersi di questo mollusco nei loro laghi

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I cantoni della Svizzera centrale lanciano una campagna per impedire il diffondersi della cozza quagga nei loro laghi. Questa conchiglia, originaria del lago Aral e del Mar Nero, è molto invasiva e può causare danni agli impianti di acqua potabile, alla biodiversità e, non da ultimo, arrecare perdite economiche ai pescatori.

Si tratta di una specie acquatica molto invasiva. Il lago di Ginevra ne è per esempio infestato e qui la cozza quagga negli ultimi tre anni è più che quadruplicata. Ad accorgersene sono soprattutto i pescatori professionisti che si trovano le reti piene di questi molluschi e non più di pesci, così come i responsabili degli impianti di acqua potabile costretti ad intensificare i controlli. Se prima bastava una verifica ogni due anni, ora – per evitare l’intasamento di filtri e condotte – sono necessarie due ispezioni all’anno e questo si traduce in maggiori costi di manutenzione.

 

I cantoni della Svizzera centrale sono stati finora risparmiati dal moltiplicarsi di questo mollusco ma ora lanciano insieme una campagna di informazione, per sensibilizzare la popolazione su questo problema. “La cosa principale è controllare e pulire le barche e tutta l’attrezzatura per la pesca e per gli sport acquatici prima di spostarsi in un altro lago – ci spiega Sandro Betschart, responsabile acque del Canton Svitto – È buona cosa anche lasciare asciugare abbastanza a lungo tutti i materiali per evitare che queste specie invasive vengano trasportate in un altro specchio d’acqua”.

Le minuscole larve della cozza quagga sono difficilmente identificabili a un esame visivo ma possono tranquillamente fissarsi agli stivali, così come alla tavola da surf.  E riescono a superare ostacoli come i filtri, per poi annidarsi nelle tubature. I cantoni di Lucerna, Svitto, Uri, Zugo e i semicantoni di Obvaldo e Nidvaldo contano ora sulla collaborazione della popolazione per preservare i laghi dall’invasione di questa e di altre specie invasive.

RG-MarJa
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