Corruzione, la Svizzera stagna

Il rapporto 2019 di Transparecy International sulla corruzione percepita vede la Confederazione in quarta posizione. Nel 2018 era sul terzo scalino del podio

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La Svizzera stagna nella lotta contro la corruzione nel settore pubblico: è quanto emerge dall’ultimo studio di Transparency International. La Confederazione, che ha perso un posto rispetto alla classifica del 2018 e si trova oggi in quarta posizione presenta gravi lacune in materia di trasparenza per quanto riguarda il finanziamento della vita politica, la protezione dei whistleblower, la lotta contro il riciclaggio di denaro e la corruzione nel settore privato e nello sport.

 

La classifica vede Danimarca e Nuova Zelanda a pari merito sullo scalino più alto del podio, con un punteggio di 87 punti (su un massimo di 100), seguite da Finlandia (86), Singapore, Svezia e Svizzera a pari merito, con 85 punti

Siria (13), Sud Sudan (12) e Somalia (9) chiudono la classifica. Sono inoltre quattro i membri del G7 i cui risultati sono peggiorati nel corso dell’ultimo anno: il Canada, che ha perso 4 punti e condivide oggi il 12esimo posto con il Regno Unito, che ne ha persi 3, e la Francia (-3) con gli USA (-2) in 23esima posizione.

ats/mrj

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