Simonetta Sommaruga e Alain Berset, durante la conferenza stampa indetta oggi a Berna dal Consiglio federale (keystone)

Deconfinamento con il turbo

Il Governo accelera l'uscita della Svizzera dal lockdown: dal 6 giugno ampi allentamenti alle misure sulla pandemia; dal 19 la fine della situazione straordinaria

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Il Consiglio federale ha impresso un deciso colpo di acceleratore all'uscita della Confederazione dal lockdown. Sono infatti vari e di vasta portata gli allentamenti alle misure protettive che l'Esecutivo, visti i positivi sviluppi della pandemia, ha annunciato oggi. Si va dal graduale ripristino della libera circolazione nello spazio Schengen, fino alla riapertura di tutte le strutture turistiche e all'autorizzazione per gli eventi pubblici con fino a 300 partecipanti. Quanto alla situazione straordinaria imposta dalla pandemia, essa avrà termine il prossimo 19 giugno.

Su un piano generale le riaperture saranno in ogni caso condizionate a piani di protezione per tutte le strutture e le manifestazioni, nonchè all'osservanza delle prescrizioni igieniche e di distanziamento sociale.

Ma andiamo nei dettagli. Già dal 30 maggio il limite concernente gli assembramenti nei luoghi pubblici sarà esteso da 5 a 30 persone. Dal 6 giugno saranno quindi consentite le manifestazioni con fino a 300 persone. A fine giugno il Governo assumerà una decisione in merito agli eventi con più di 1'000 partecipanti che, tuttavia, rimarranno vietati fino al 31 agosto.

Sempre dal 6 giugno, potranno riaprire i battenti gli impianti di risalita, i campeggi e gli zoo. Riapertura consentita anche per i campi di vacanza destinati alla gioventù, per le case da gioco e i parchi di divertimento. Le strutture della ristorazione saranno sempre vincolate alla ricostruzione dei contatti ma potranno accogliere nuovamente gruppi con più di 4 persone. Più in generale tutti i locali dovranno chiudere alla mezzanotte e non potranno accogliere più di 300 persone per sera.

Allentamenti in predicato, anche per quanto concerne il sistema scolastico. Ancora dal 6 giugno l'insegnamento in presenza, attraverso modalità definite dai cantoni e dagli istituti, sarà infatti nuovamente consentito nelle medie superiori, nelle scuole professionali e in quelle universitarie.

Veniamo così ai provvedimenti che concernono le restrizioni all'ingresso in Svizzera e il mondo del lavoro. A partire dall'8 giugno saranno nuovamente trattate tutte le domande di lavoratori provenienti dall'Unione europea e dall'AELS. Inoltre le aziende potranno, se motiveranno l'interesse pubblico e la necessità, tornare ad assumere personale altamente qualificato da Paesi terzi. Sarà tuttavia ripristinato l'obbligo di annunciare gli impieghi vacanti a beneficio dei residenti in cerca di lavoro.

Riguardo infine alle frontiere, il Consiglio federale punta a ristabilire al più tardi entro il 6 luglio la libera circolazione e la libertà di viaggio in tutto lo spazio Schengen. La libertà totale di viaggio con Germania, Franca e Austria è stata confermata a partire dal 15 giugno. Nessuna decisione è stata invece presa in relazione all'Italia che, ricordiamo, ha unilateralmente annunciato la riapertura delle frontiere per il 3 giugno. Per il Consiglio federale, si tratta di una data prematura in funzione della soppressione dei controlli.

L'Esecutivo intende quindi coordinare tale passo con il Governo di Roma e gli altri Stati limitrofi, coinvolgendo i cantoni di frontiera e segnatamente il Ticino.

ARi

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