Poche centinaia di persone hanno risposto all’appello di gruppi di sinistra e partecipato sabato pomeriggio a Berna a una manifestazione non autorizzata contro il Forum economico mondiale di Davos. Lo slogan dei dimostranti era “Insieme contro l’incontro degli assassini”. La Città aveva invitato la popolazione a non scendere in piazza, nel timore di disordini, e i partecipanti si sono trovati di fronte a un massiccio dispositivo di polizia.
Gli agenti hanno isolato i presenti - ridottisi in quel momento ad alcune dozzine - e proceduto a controlli di identità e al sequestro di materiale di protezione e dissimulazione nel luogo del ritrovo presso la stazione. Hanno nel contempo cercato il dialogo diretto con i dimostranti, avvertiti attraverso un megafono che un raduno statico sarebbe stato tollerato ma non un corteo. Poliziotti in tenuta antisommossa erano pronti a intervenire in tutta la città vecchia e la Piazza Federale era stata chiusa e presidiata da numerosi veicoli delle forze dell’ordine, provenienti anche da altri cantoni.
Le autorità avevano preso precauzioni memori dei disordini a una manifestazione per Gaza in ottobre e anche perché contemporaneamente ne era in corso un’altra, davanti all’ambasciata iraniana. Lì i partecipanti erano circa 200 e portavano anche striscioni critici nei confronti della Confederazione con scritte come “La gente muore, Berna tace”. Pure seguita da un gran numero di agenti, la dimostrazione si è svolta senza incidenti, a differenza di quella di martedì scorso, non autorizzata, quando gli agenti avevano ricorso a sostanze irritanti di fronte al rifiuto di liberare una strada. Tre persone erano inoltre entrate senza permesso nell’area della rappresentanza diplomatica.

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