È in corso la marcia verso Davos degli oppositori al Forum economico mondiale (WEF): circa 600 persone si sono incamminate sabato mattina da Küblis (GR), località a una ventina di chilometri dal luogo dove si tiene il WEF, con l’obiettivo di raggiungere la cittadina.
La partecipazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump all’incontro rende ancora più importante sollevare una voce contraria, ha argomentato Maeva Strub, portavoce del collettivo “Strike-WEF” che promuove anche quest’anno la marcia, autorizzata dalle autorità. Le decisioni prese al Forum sono antidemocratiche, poiché vengono adottate senza consultare la popolazione e senza tener conto dei suoi interessi, ha aggiunto.
I manifestanti chiedono la fine del capitalismo e delle guerre, entrambi fattori che a loro avviso accelerano il collasso climatico, e auspicano una democratizzazione dell’economia, affinché sia orientata ai bisogni. L’anno scorso alla marcia avevano partecipato circa 400 persone.
Un ospite dal Mali
Il rispetto dei diritti dell’uomo dovrebbe essere il presupposto all’investimento di capitali in Svizzera, afferma intanto l’attivista del Mali Massa Koné, illustre ospite della marcia. Le autorità elvetiche stabiliscano “condizioni chiare”, dice a Keystone-ATS il contadino e giurista, per la prima volta in Svizzera. Koné si impegna a livello internazionale per i diritti degli agricoltori e delle comunità locali, affinché possano conservare le loro terre e quindi i loro mezzi di sussistenza.
Per Maeva Strub, molto significativo che qualcuno come Koné partecipi alla marcia. Secondo Strub, circa la metà dei 600 manifestanti proviene dalla Svizzera; gli altri sono arrivati dall’Inghilterra, dalla Spagna, dall’Africa meridionale e occidentale e dalla Germania.

Davos, pronti per la sicurezza al WEF
Telegiornale 16.01.2026, 20:00










