Le motivazioni dietro il doppio voto a favore
Le motivazioni dietro il doppio voto a favore (keystone/RSI/px)

Dietro il doppio "sì"

Gli esiti dei due referendum e le motivazioni dei votanti: lo speciale sondaggio online elaborato dall'istituto gfs.bern

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Sia la riforma fiscale associata al finanziamento del primo pilastro (RFFA), che la revisione della legge sulle armi hanno così brillantemente superato la prova delle urne. Ma quali argomentazioni hanno indotto gli elettori a votare a favore o contro i due oggetti sottoposti a referendum? Intorno a questa domanda, e ad altre correlate, ruotava l'exit-poll che RSI News, così come gli altri portali d'informazione della SSR, ha reso accessibile a tutti i lettori da venerdì scorso fino alle 15.00 di oggi. La successiva analisi dei risultati è stata elaborata da gfs.bern, l'istituto di ricerca incaricato dalla SSR sia per i sondaggi in vista delle votazioni, che per le proiezioni diffuse nel primo pomeriggio di questa domenica alle urne.

RFFA e argomentazioni per favorevoli e contrari
RFFA e argomentazioni per favorevoli e contrari (RSI/px-gfs.bern)

[+] Iniziamo così con le motivazioni legate al voto sulla RFFA. Gli esiti del sondaggio mostrano che a primeggiare nelle considerazioni dei favorevoli sono stati nell'ordine due tipi di argomentazioni: l'attrattiva esercitata della Svizzera per le aziende e la possibilità di risolvere due problemi urgenti (fiscalità delle imprese e finanziamento dell'AVS) attraverso un unico progetto. Ma proprio questa caratteristica della riforma, a ben vedere, figura di converso al centro delle critiche dei contrari: viene infatti definita antidemocratica dalla maggioranza di coloro che, nel quadro del sondaggio, hanno esplicitato la loro opposizione al progetto. Segue, sul piano delle loro argomentazioni, quella legata alle perdite fiscali derivanti dalle agevolazioni per le imprese.

Primo pilastro e tempistiche per le riforme
Primo pilastro e tempistiche per le riforme (RSI/px-gfs.bern)

[+] Ad ogni modo fra i partecipanti all'exit-poll prevale nettamente (nella misura del 91%) l'idea per cui occorreranno comunque ulteriori riforme al fine di stabilizzare la situazione finanziaria dell'AVS. Quanto alle tempistiche, il 31% ritiene che tale necessità sia già immediata. Per il 49% dei partecipanti, invece, le riforme si renderanno indispensabili nel prossimo quinquennio.

Primo pilastro e possibili opzioni per la sua stabilizzazione
Primo pilastro e possibili opzioni per la sua stabilizzazione (RSI/px-gfs.bern)

[+] Attraverso quali soluzioni, allora, si dovrà procedere in funzione della stabilità del primo pilastro? Due opzioni prevalgono nelle valutazioni di coloro che hanno preso parte al sondaggio: l'innalzamento a 65 anni dell'età del pensionamento per le donne e l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto. Le contrarietà, invece, si concentrano soprattutto sul possibile ricorso ad una riduzione delle rendite.

Armi, modifica legislativa e regioni linguistiche
Armi, modifica legislativa e regioni linguistiche (gfs.bern/RSI/pxl)

[+] Passiamo così all'analisi concernente il secondo oggetto in votazione. Le decisioni o le intenzioni di voto riferite dai partecipanti all'exit-poll riflettono ampiamente i risultati reali scaturiti dalle urne. Il Ticino, ricordiamo, è stato l'unico cantone a respingere la revisione di legge sulle armi con il 54,5% di voti contrari. E si tratta, va rilevato, di un dato sostanzialmente analogo a quello inquadrato dal sondaggio in relazione alle regioni linguistiche.

Modifica della legge sulle armi e motivazioni di favorevoli e contrari
Modifica della legge sulle armi e motivazioni di favorevoli e contrari (gfs.bern/RSI/pxl)

[+] Circa infine le argomentazioni, a pesare sull'orientamento dei favorevoli è stato soprattutto il timore di ripercussioni per la partecipazione della Confederazione agli accordi di Schengen/Dublino. Fra i contrari, invece, ha in particolare prevalso la percezione di una misura antielvetica e tale ma mettere a rischio la tradizione del tiro sportivo.

A questo speciale sondaggio online hanno preso parte più di 4'300 aventi diritto di voto di tutte le regioni linguistiche.

Alex Ricordi

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