L'Echinaforce della Vogel AG di Roggwil (keystone)

Echinacea, "servono studi clinici"

Un preparato a base di erbe di una ditta turgoviese avrebbe effetti sul nuovo coronavirus; il prof. Ceschi puntualizza: "Necessari test sull’essere umano"

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“Non l’ho potuto ancora leggere lo studio nei dettagli, ma i risultati sono sicuramente interessanti. È però uno studio preliminare, in vitro, e fra gli autori ci sono anche collaboratori della ditta che produce il medicamento: bisognerà fare un’attenta valutazione dell’effettiva validità di questi risultati”. Si è espresso così ai nostri microfoni, il prof. Dr. Alessandro Ceschi, direttore dell’istituto farmacologico della svizzera italiana, in merito alla notizia diffusa oggi, lunedì, secondo cui l’Echinaforce, un preparato a base di erbe prodotto dalla turgoviese A. Vogel AG di Roggwil, ha un effetto curativo sul nuovo coronavirus. Ad attestarlo, stando a quanto indica oggi il Blick, è uno studio del laboratorio di Spiez (BE).

L'efficacia di Echinaforce è stata rilevata in vitro su cellule umane provenienti dalle vie respiratorie superiori: i dati mostrano che il prodotto è in grado di inattivare i virus Sars-CoV-2. Resta comunque da vedere come l'effetto possa riprodursi a livello fisiologico.

“I risultati in vitro possono essere promettenti – continua Ceschi –, ma vanno assolutamente verificati tramiti studi clinici sull’essere umano, per poter trarre conclusioni sull’efficacia di qualsiasi preparato”.

Il prof. Alessandro Ceschi
Il prof. Alessandro Ceschi (keystone)

Si conoscevano già gli effetti terapeutici dell’echinacea, non solo per curare il Covid-19, ma anche altre affezioni delle vie respiratorie. Di che portata sono questi effetti? “Su altri virus respiratori c’è qualche dato in più, prodotto tramite studi clinici, sull’efficacia dell’echinacea, nonostante in merito ci sia ancora parecchio dibattito e nonostante gli studi siano controversi – risponde il professor Ceschi –, ora sul Covid stanno emergendo dati in vitro, ma come detto devono essere confermati da studi clinici, idealmente controllati con un placebo, una sostanza di paragone per determinare l’efficacia o l’assenza di efficacia”.

"Serve prudenza nella comunicazione"

Si moltiplicano però nel mondo notizie di questo genere, spesso amplificate dalla stampa non specializzata. In quanto esperto, il prof. Ceschi ritiene che sia importante “adoperare prudenza anche nella comunicazione: in un momento di crisi sanitaria e di urgenza percepita dalla comunità scientifica, ma anche dalla popolazione, di trovare un rimedio, è chiaro che qualsiasi notizia può suscitare anche false illusione”.

Echinacea, farmaco anti-covid?

Echinacea, farmaco anti-covid?

TG 20 di lunedì 14.09.2020

 
Radiogiornale-GL/ludoC
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