Ignazio Cassis, sabato scorso, mentre seguiva il discorso pronunciato in collegamento video da Zelensky, durante la grande manifestazione indetta a Berna contro la guerra in Ucraina
Ignazio Cassis, sabato scorso, mentre seguiva il discorso pronunciato in collegamento video da Zelensky, durante la grande manifestazione indetta a Berna contro la guerra in Ucraina (keystone)

"Esserci era un mio preciso dovere"

Così Cassis dopo il disappunto russo per la sua presenza al meeting di Berna contro la guerra in Ucraina. Il consigliere federale ha parlato oggi al telefono con Lavrov

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Prima la presenza alla grande manifestazione di sabato scorso a Berna contro la guerra. Poi un viaggio in Polonia e Moldavia, al confine con l'Ucraina. L'attività di Ignazio Cassis si è rivelata particolarmente intensa in queste ultime giornate. E il conflitto aperto da Mosca è ormai divenuto il tema dominante per il lavoro del presidente della Confederazione.

Seidisera del 24.03.22 - L'intervista di Alan Crameri al presidente della Confederazione
Seidisera del 24.03.22 - L'intervista di Alan Crameri al presidente della Confederazione
 

Intanto la Russia, attraverso la sua ambasciata a Berna, non ha nascosto il suo disappunto per la partecipazione al meeting che ha visto la presenza virtuale di Volodymyr Zelensky in collegamento con la piazza. La rappresentanza russa ha in sostanza fatto intendere che ciò giustificava l'iscrizione della Svizzera nella lista di Mosca sui Paesi ad essa "ostili". "La Svizzera è stata messa sulla lista quando ha adottato le sanzioni dell'UE. Quindi il fatto era già stato compiuto" commenta ai nostri microfoni il ministro degli esteri, aggiungendo che era ben consapevole del fatto che "non sarebbe piaciuta alla Russia" questa sua presenza alla manifestazione. Ma d'altra parte "gli obblighi diplomatici fanno sì che, se un presidente di un Paese democratico e amico bussa alla porta, la si apre e lo si accoglie", aggiunge Cassis. Era sicuramente "un gesto insolito quello di voler esserci virtualmente attraverso un discorso e qui vediamo come le nuove tecnologie debbano trovare una giusta via anche con la diplomazia del 21esimo secolo".

Cassis e il capo della diplomazia russa durante il loro incontro a gennaio a Ginevra. Oggi al telefono hanno discusso essenzialmente della crisi umanitaria e delle iniziative diplomatiche in corso
Cassis e il capo della diplomazia russa durante il loro incontro a gennaio a Ginevra. Oggi al telefono hanno discusso essenzialmente della crisi umanitaria e delle iniziative diplomatiche in corso (keystone)

C'è stata insomma una richiesta ufficiale, tramite i canali diplomatici, di potersi esprimere agli ucraini presenti in Svizzera e anche alle autorità della Confederazione. Era quindi "un mio preciso dovere essere presente" al meeting, conclude Cassis, invitando quindi a immaginare cosa si sarebbe detto "se io avessi risposto negativamente".

 

Intanto il ministro degli esteri ha avuto un colloquio telefonico, oggi, con Sergej Lavrov. Si è parlato essenzialmente della crisi umanitaria in Ucraina e delle iniziative in corso a livello diplomatico. Ma che impressione ha tratto Cassis dalla sua conversazione con l'omologo russo? "La cosa più importante è averlo potuto sentire, quindi avere questo dialogo", risponde Cassis. Perché questa guerra, sottolinea, non potrà trovare una soluzione "se non attraverso il dialogo e la diplomazia; e in questo senso il passo era dovuto". Sono allora in vista buoni uffici da parte della Confederazione? "Non possiamo escluderlo. Ma staremo a vedere".

Il commento di Davide Paggi

Il commento di Davide Paggi

TG 20 di giovedì 24.03.2022

 
SEIDISERA/Alan Crameri/ARi
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