Da una parte la Svizzera, dall'altra l'Europa, quella agognata dai migranti che hanno attraversato il Mediterraneo
Da una parte la Svizzera, dall'altra l'Europa, quella agognata dai migranti che hanno attraversato il Mediterraneo (RSI/MF)

I migranti spingono in uscita

Il numero delle entrate illegali in Germania è in aumento. A Costanza si denuncia: la Svizzera non fa abbastanza

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Dall'inviato a Costanza

Le entrate illegali in Germania alla frontiera di Costanza nei primi sette mesi del 2016 sono state 890. Rispetto allo stesso periodo del 2015, ben 208 passaggi in più, 3 quarti dei quali solo nel mese di luglio. Una situazione preoccupante per il governatore del circondario di Costanza Frank Hämmerle (CDU) che – dalle pagine di alcuni giornali – ha pubblicamente accusato la Svizzera di non compiere controlli sufficientemente severi sui convogli provenienti dall’Italia. Una critica che il politico tedesco ha espresso anche in una lettera inviata all’ambasciatrice svizzera a Berlino.

 

Che vi sia stato un incremento delle entrate illegali in territorio tedesco lo conferma alla RSI anche il portavoce del distretto di Costanza della polizia federale tedesca Christian Blohm: "l’aumento riguarda soprattutto le persone provenienti dall’Africa, in particolar modo in arrivo da Eritrea, Gambia ed Etiopia".

Il ruolo dei passatori

Treno, auto, a piedi o con il bus: non v’è una via che prevalga sulle altre. Se da un lato l’aumento è da ricondurre alla stagione estiva – con un incremento delle attraversate del Mediterraneo – dall’altro è altresì vero che dietro a questi arrivi si nascondono dei passatori, ammette Blohm. Inoltre, a rendere ancora più difficoltoso il lavoro delle forze dell’ordine, è la mancanza di barriere fisiche tra i due paesi. In un parco, ad esempio, il passaggio da un paese all’altro è segnalato semplicemente con un cartello.

Collaborazione tra forze di polizia

In una situazione simile, assume ancora più importanza una buona collaborazione tra forze dell’ordine di paesi diversi. "Siamo in continuo contatto con i colleghi svizzeri – sottolinea Christian Blohm – abbiamo un intenso scambio di informazioni, ci sono interventi comuni, ad esempio con l’elicottero, e le ronde a piedi vengono fatte assieme. È quasi un rapporto di amicizia il nostro".

Creato un centro d'accoglienza

La situazione che si presenta sulle rive del lago Bodanico – per quanto intensa per la piccola stazione di polizia – è ancora ben lontana da quella presentatasi nel 2015 sul confine tra Germania e Austria. Ma proprio a seguito di quanto avvenuto lo scorso anno, questa volta non ci si è voluti lasciar sorprendere. Le autorità hanno infatti messo in funzione un centro d’accoglienza, prima completamente assente a Costanza, per poter accogliere – in caso di necessità – anche grossi gruppi di persone e garantire loro un’accoglienza adeguata.

Manuele Ferrari

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