Nel 2018 le acque troppo calde del Reno uccisero numerosi pesci (Keystone)

I temoli del Reno soffrono la calura

Le acque diventate troppo calde causano la morte di molti pesci, ma non è ancora una strage come nel 2018: le autorità sono corse ai ripari

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I temoli nel Reno lottano per sopravvivere alle alte temperature dell'acqua. Non c'è ancora un’ecatombe come nel 2018, perché le misure adottate sembrano efficaci e l'acqua non è calda come quattro anni fa.

Nel 2018 il Reno aveva raggiunto una temperatura di 27,5 gradi tra la parte inferiore del Lago di Costanza e le cascate del Reno. Quest'anno - per ora - l'acqua non ha superato i 26,3 gradi nella stessa zona, ha affermato venerdì Patrick Wasem, supervisore della pesca nel cantone di Sciaffusa.

Wasern crede che queste siano comunque temperature "molto minacciose". Molti esemplari sono morti, ma è difficile valutare l'entità del danno, a suo avviso. D'altronde un rapporto potrà essere redatto solo nel 2023, spiega Patrick Wasem, e il monitoraggio è in corso.

Il 12 luglio il cantone di Sciaffusa ha adottato un piano di emergenza per i temoli allorché la temperatura del Reno supera i 23 gradi. Per aumentare le possibilità di sopravvivenza dei pesci, le foci dei torrenti che sfociano nel fiume sono state dragate per creare zone più fresche.

 
ATS/EnCa
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