Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis (keystone)

Ignazio Cassis parla di neutralità

Il presidente della Confederazione, che oggi, sabato, sarà ad Andermatt (UR) per la riunione dei delegati PLR in un'intervista ha illustrato anche il suo pensiero sulla Conferenza di Lugano

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I delegati del Partito liberale radicale svizzero si ritrovano oggi, sabato, ad Andermatt, nel Canton Uri prenderanno posizioni in vista delle prossime votazioni federali, del dossier Europa, di quello sulla migrazione e di quello sulla sicurezza. Presenti anche il presidente della Confederazione Ignazio Cassis e la consigliera federale Karin Keller-Sutter che parleranno anche di guerra in Ucraina.

Nel contesto della guerra in Ucraina, la definizione di neutralità svizzera viene messa in discussione. Per il presidente della Confederazione Ignazio Cassis, neutralità significa cooperare con i Paesi che sono in linea con i principi svizzeri. "Non dobbiamo ricostruire la neutralità, ma continuare a costruirla", in modo che rimanga credibile e riconosciuta dai Paesi che condividono gli stessi valori della Svizzera, ha dichiarato il ministro degli esteri in un'intervista pubblicata sabato dai giornali ESH, La Liberté e il Journal du Jura.

"La ripresa delle sanzioni dell'UE contro la Russia è stata una decisione politica guidata dai valori sanciti dalla nostra Costituzione", valori che sono quelli del mondo occidentale, ha spiegato. Questa decisione è stata giustificata "da una violenta violazione del diritto internazionale e dalla violazione dei nostri principi e valori".

Ma non è solo la guerra in Ucraina a riportare la neutralità sotto i riflettori. A ciò ha contribuito anche l'elezione della Svizzera al Consiglio di sicurezza dell'ONU all'inizio del mese. Sul tema Cassis ha affermato, tra l’altro, che la Svizzera “avrà il ruolo di facilitatore, mediatore, costruttore di ponti”.

Conferenza di Lugano

Ignazio Cassis ha parlato anche della Conferenza di Lugano, che si terrà il 4 e 5 luglio. L'obiettivo della conferenza è quello di aprire la strada alla ricostruzione dell'Ucraina, ha dichiarato. Una ricostruzione che sarà lunga e difficile e che costerà centinaia di miliardi di dollari, ha detto. Ma l'Ucraina "deve poter conservare la speranza e immaginare un futuro e la Conferenza può essere un buon primo passo in tal senso e non avviene troppo presto”.

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