Basse, in generale, le somme puntate (kezstone)

Il 2,8% a rischio di ludopatia

Risulta dallo studio basato sui dati raccolti nel 2017 da cui emerge comunque un'evoluzione positiva

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Il 2,8% delle persone ha adottato un atteggiamento a rischio e lo 0,2% un comportamento patologico per quanto riguarda il gioco d'azzardo. Lo rivela lo studio condotto per conto della commissione federale delle case da gioco e di quella intercantonale delle lotterie e delle scommesse, in cui sono stati analizzati i dati raccolti nel 2017.

Il 69% dei 18'832 interpellati ha dichiarato d'aver tentato la sorte in questo modo. Ciò che, estrapolando e riferendosi alla popolazione elvetica d'età superiore ai 15 anni, corrisponde a 4,4 milioni di persone (5 nel 2012).

In cima alle preferenze ci sono le lotterie svizzere (48,2%), le tombole (14,3%) e le attività da tavolo (8,6%); seguono distributori e macchinette gestite dai casinò locali (6,7%), lotterie, sale e casinò esteri (5,7%), scommesse sportive nazionali (4,5%) e offerte in linea proposte da operatori internazionali. Il numero degli assidui è in ribasso, a conferma della tendenza in atto da qualche tempo (18% nel 2007, 16,9% nel 2012 e 16,4% nel 2017). Le somme investite sono mediamente modeste, con il 44,1% del campione che ha puntato meno di 10 franchi al mese e il 39% fra i 10 e i 99.

Nel comunicato diramato martedì si sottolinea che, malgrado l'evoluzione sia confortante, resta fondamentale proteggere adeguatamente la cittadinanza ponendo l'accento soprattutto sulla prevenzione.

ATS/dg
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