L'aiuto statale trova credito al Nazionale
L'aiuto statale trova credito al Nazionale (Keystone)

Il Nazionale non alza la tensione su Axpo

Non passa la richiesta dell'UDC di imporre condizioni più severe per il credito di 4 miliardi al gigante dell'elettricità

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Axpo, il gigante dell'elettricità in difficoltà a causa delle bizze del mercato energetico provocato dalla guerra in Ucraina, potrà far capo a una linea di credito di 4 miliardi di franchi se dovesse averne bisogno. Il Consiglio degli Stati si pronuncerà mercoledì.

È quanto ha stabilito lunedì sera il Consiglio nazionale nel corso della sessione straordinaria voluta dall'UDC nell'ambito dell'aggiunta urgente al preventivo 2022 della Confederazione; un'aggiunta chiesta dal Consiglio federale sulla base di una legge urgente ad hoc volta a fornire un paracadute per un massimo globale di 10 miliardi di franchi alle aziende elettriche di importanza sistemica (oltre ad Axpo, anche BKW e Alpiq) in difficoltà.

L'UDC avanza delle condizioni

Seppur non fondamentalmente contraria a questo intervento per Axpo, l'UDC avrebbe voluto condizionare tale credito a condizioni severe, per esempio chiedendo ai proprietari di contribuire in parti uguali al prestito. I democentristi auspicavano anche un'esame approfondito del rischio prima della concessione del prestito e proponevano di vietare ad Axpo il commercio a breve termine a proprio nome e per proprio conto a scopo di lucro. Diversi oratori democentristi hanno giustificato il giro di vite accennando agli errori di Axpo, una società - hanno detto - più concentrata nel fare soldi sui mercati finanziari dell'energia che nella produzione in proprio di corrente.

Gli altri gruppi: "Legge già severa"

Pur criticando il modello di affari di Axpo - o come i Verdi, la stessa liberalizzazione del mercato dell'elettricità, rivelatasi a loro avviso un fallimento - gli altri gruppi parlamentari hanno tuttavia respinto tutte le richieste dell'UDC, sostenendo che la legge quadro sull'aiuto alle imprese elettriche sistemiche prevede già condizioni severe per le società che attingono ai prestiti, come il divieto di versare dividendi o bonus.

In questo frangente, secondo la maggioranza e lo stesso ministro della finanze Ueli Maurer, benché non contenti di quanto sta succedendo è importante agire per evitare il peggio, ossia un'eventuale interruzione di corrente, o peggio, per le aziende e le famiglie.

 
Ats/Spi
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