Un mese dopo l’incendio di Crans-Montana, 23 feriti sono ancora in cura negli ospedali svizzeri. Altri si trovano invece in cliniche di riabilitazione. I degenti all’estero sono invece 41, tra cui 19 svizzeri.
Contattati da Keystone-ATS lunedì, i vari ospedali elvetici hanno fornito un aggiornamento sul numero degli scampati alla tragedia del bar Constellation in cura presso di loro. Da domenica, il bilancio è stato aggiornato a 41 morti, di cui 23 svizzeri, e 115 feriti.
Negli ultimi quindici giorni, alcuni pazienti - il numero esatto non è ancora stato reso noto - hanno potuto lasciare le strutture ospedaliere ed essere trasferiti in cliniche di riabilitazione, come quelle gestite dalla SUVA a Bellikon (Canton Argovia) e a Sion.
A Zurigo sette sono in condizioni critiche
Il numero di persone ricoverate al CHUV di Losanna, nove, è rimasto invariato rispetto a un mese fa, mentre non ci sono più persone in cura presso gli ospedali universitari di Ginevra (HUG). Da parte sua, il Centre hospitalier du Valais romand (CHVR) si rifiuta di rivelare il numero di degenti in relazione alla tragedia di Crans-Montana, sostenendo che “l’identità di alcuni pazienti potrebbe essere dedotta dalla loro localizzazione”. Secondo l’ultimo conteggio della rete nazionale di medicina delle catastrofi KATAMED, quattro persone sono ancora in ospedale a Sion.
Nella Svizzera tedesca, l’ospedale universitario di Zurigo si occupa ancora di cinque pazienti. “Sono ancora in condizioni critiche”, ha dichiarato l’ospedale. Cinque giovani vittime sono ricoverate al Kinderspital, sempre a Zurigo. “Due sono ancora in terapia intensiva”, riferisce il nosocomio pediatrico. Le due sorelle vallesane che erano state curate all’Ospedale universitario di San Gallo sono state invece trasferite in cliniche di riabilitazione della Svizzera francese, una a Morges (VD) e l’altra a Sion.

Crans-Montana, le vittime sono ora 41
Telegiornale 01.02.2026, 20:00





