L'uomo ha ammesso di aver ricevuto 28'000 euro dal SIC
L'uomo ha ammesso di aver ricevuto 28'000 euro dal SIC (srf)

"Il SIC ha agito illegalmente"

Un rapporto della delegazione delle Commissioni della gestione punta il dito sulla gestione della spia arrestata in Germania

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L'arresto in Germania e la successiva condanna dell'investigatore svizzero, Daniel M., che per conto dell'intelligence di Berna era impegnato a spiare le autorità fiscali tedesche, aveva suscitato grande clamore negli scorsi mesi. Un rapporto dalla Delegazione delle Commissioni della gestione, pubblicato lunedì rivela che il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) non ha agito secondo la legge allora in vigore.

Nel 2011, il SIC aveva incaricato la spia di raccogliere dati personali su tre ispettori del fisco tedesco sui quali il Ministero pubblico e la polizia giudiziaria stavano indagando a seguito del furto di dati bancari all'istituto Credit Suisse.

Un'operazione contro lo spionaggio economico che l'intelligence era autorizzata a compiere, ma limitandosi alle informazioni riguardanti il dispositivo messo in atto dal fisco tedesco, e non - come invece fatto - raccogliendo attivamente informazioni all'estero.

In una seconda missione, nell'agosto 2012, questa volta nell'ambito di un furto di dati di clienti UBS, Daniel M. si sarebbe avvalso di una fonte secondaria per identificare gli agenti del fisco, il ladro e prevenire futuri attacchi al sistema bancario elvetico. Il SIC gli ha versato 60'000 euro, su 90'000, in anticipo affinché potesse infiltrare, tramite una fonte secondaria, l'amministrazione del Land Renania settentrionale-Vestfalia. Ma vista la scarsità di informazioni ottenute, il SIC ha respinto il versamento dei 30'000 euro rimanenti e concluso la collaborazione con la spia nel febbraio 2014.

"Ci siamo concentrati sul modo in cui vengono reclutate le fonti di informazioni, come si utilizzano e come vengono controllate, e qui è ancora possibile migliorare", spiega ai microfoni della RSI il Consigliere agli Stati Claude Janiak, presidente della Delegazione delle Commissioni della gestione, il cui rapporto su questa vicenda ha messo in luce una mancanza di coordinazione, tra intelligence, Ministero pubblico e polizia giudiziaria. Tutti aspetti su cui ora si raccomanda di intervenire.

RG/ATS/eb

 

 

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