Stanza dei server di Facebook nel suo centro dei dati a Prineville (Keystone)

Il ciberspazio costellato di dati personali

Sempre più dati sono richiesti dalle aziende, sempre più privati vogliono visionare documenti ufficiali – La cibersicurezza viene ancora sottovalutata

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Le domande di accesso ai documenti ufficiali da parte dei cittadini e giornalisti in Svizzera nel 2021 sono aumentate del 16% rispetto all'anno precedente. Lo rileva il rapporto annuale di Adrian Lobsiger, l’incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT). L’accesso è stato dato in circa metà dei casi. Una richiesta su quattro era legata alla pandemia, ma in questo caso è stato concesso l’accesso meno volte della media generale.

 

Trasparenza e buona informazione sono diventati preponderanti. Con l’emergere di spazi virtuali come il Metaverso, aumentano i dati raccolti e con questo anche i rischi legati alla privacy. Si registrano sguardi, posture, addirittura ciò che si mangia; questi dati sensibili finiranno nei cloud delle aziende private dei social network. Cambia la tecnologia, cambiano le abitudini dei cittadini. Più gli utenti trasferiscono la loro vita sociale nel mondo digitale, più dati verranno raccolti, esponendoli ai pericoli del ciberspazio.

 

Maggiori i dati raccolti, maggiore il rischio di attacchi informatici, che si sono moltiplicati negli ultimi anni. Secondo uno studio di gfs-Zurich pubblicato oggi da digitalswitzerland, però, solo il 18% delle piccole e medie imprese considera alto il rischio di subirne uno. Manca ancora una formazione dei dipendenti a riguardo, l’esecuzione di audit di sicurezza e l’implementazione di sistemi di sicurezza interni.

La sfera privata delle persone sembra spesso essere scarsamente considerata da aziende e governi, secondo il 29° rapporto di attività dell’IFPDT. Il giornalismo investigativo ha individuato diverse lacune nel trattamento dei dati sensibili ed una tendenza a sottovalutare il diritto della popolazione alla cifratura digitale. Si prevede un futuro dove lo Stato, senza pre-autorizzazioni e con la giustificazione della lotta contro il terrorismo, potrà accedere ai contenuti di Messenger e delle e-mail.

Protezione dei dati, gli esperti ne discutono

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Il Quotidiano di giovedì 14.10.2021

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