Il futuro dei premi preoccupa

C'è chi teme che la corsa ai rincari non finirà nel 2023 e chi invece la prende con più filosofia - Il quadro delle reazioni negli ambienti interessati

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"Temo che la corsa dei premi di cassa malati non si fermerà qui". Questa la preoccupazione del presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS), Lukas Engelberger.

"Dopo le limitazioni durante la pandemia di coronavirus, l'incremento è in un certo senso comprensibile e il 6,6% - l'aumento a livello svizzero- è addirittura inferiore ad alcuni pronostici", osserva Engelberger secondo il quale il miglioramento tecnico in ambito medico comporta sempre un aumento dei costi della salute che in futuro potrebbe pertanto ripresentarsi.

"Un vero e proprio shock"

La reazione dell'Unione sindacale svizzera (USS) non ha tardato ad arrivare e ha qualificato l'ulteriore incremento come un vero e proprio shock. L'USS sostiene infatti che le misure di contenimento dei costi non saranno mai sufficienti per portare il sistema sanitario svizzero su una base di finanziamento sociale sostenibile se non verrà apportata una quota di finanziamento attraverso risorse prelevate in funzione del reddito.

"Il prezzo troppo alto dei farmaci è una causa"

L'associazione degli assicuratori malattia Santésuisse vede il motivo dell'aumento nel forte incremento delle spese nell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. La politica deve pertanto attuare "misure drastiche per contenere i costi". "Incentivi tariffari errati nel settore ambulatoriale hanno infatti condotto ad altrettanti sviluppi sbagliati", scrive l'organizzazione in un comunicato martedì. Anche la pandemia e il prezzo troppo alto dei farmaci sono cause, si legge.

Invece che spingere per una riduzione delle riserve, sarebbe stato più sensato lasciare un maggior margine di manovra per contenere l'aumento dei premi per il 2023, ha dal canto suo affermato l'associazione di assicuratori sanitari Curafutura.

Maggiore filosofia nei Grigioni

La notizia è stata appresa invece con maggiore filosofia nei Grigioni, dove l'aumento sarà del 6,8%. "Per prima cosa va detto che il Cantone non partecipa alla procedura di calcolo dei premi, tutto avviene tra gli assicuratori e L'Ufficio federale della Sanità pubblica" afferma in tal senso il segretario generale del Dipartimento sanità Hans-Peter Risch, secondo il quale l'aumento dei Grigioni è in fondo di poco superiore a quello nazionale. "Inoltre noi siamo fra coloro che detengono i premi più bassi della Confederazione; un'eventuale diminuzione degli studi medici da noi non avrebbe quindi grande effetto perché i nostri costi sanitari sono ridotti, almeno 500 franchi in meno rispetto alla media nazionale" conclude Hirsch.

FaDa/SEIDISERA/ATS
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