Il somalo un caso tra Stati

L'Italia chiede alla Svizzera di farsi carico dell'accoltellatore di Rimini arrivato in Italia dalla Svizzera - Lorenzo Quadri interpella il Consiglio federale

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L'Italia si prepara a chiedere alla Svizzera di farsi carico del somalo 26enne responsabile degli accoltellamenti di Rimini lo scorso sabato 11 settembre. Lo ha riferito mercoledì la ministra italiana dell'interno, Luciana Lamorgese, rispondendo all'ora di consueti quesiti parlamentari alla Camera dei deputati.

L'uomo ha accoltellato e ferito quattro donne e un bambino, dopo essere stato multato perché trovato senza biglietto su un autobus. Ed è proprio la ministra a spiegare che lo straniero ha fatto il suo primo ingresso in Germania nel 2015, spostandosi dopo poco in altri Paesi del continente dove ha sempre presentato istanza di protezione internazionale. La Svizzera, lo dice la responsabile della polizia in Italia, è l'ultimo dei paesi dove l'uomo si è recato. "Proprio in considerazione della sua condizione di migrante, della presenza varia di domande di protezione internazionale - ha fatto sapere Lamorgese - l'apposita unità di Dublino presso il dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione ha in corso le necessarie verifiche, ai fini della ripresa in carico del somalo da parte della Svizzera, ultimo Paese che ne ha registrato la presenza".

Proprio il citato regolamento di Dublino ha nelle sue intenzioni garantire ad un cittadino di un Paese terzo la possibilità di vedersi riconosciuto lo status di richiedente protezione internazionale, una volta raggiunto il territorio europeo in cerca di asilo. La competenza ad esaminare tale richiesta ricade su quello Stato che ha svolto un ruolo più significativo in relazione all’ingresso del richiedente in Europa ed è determinata su criteri obbiettivi: se ne occupa lo Stato membro dove può meglio realizzarsi il ricongiungimento familiare del richiedente, quello che ha rilasciato al richiedente un titolo di soggiorno o un visto di ingresso in corso di validità e lo Stato membro la cui frontiera è stata varcata illegalmente dal richiedente, anche noto come criterio del primo ingresso illegale. Secondo questo ultimo criterio, la trattazione del caso porterebbe in Germania e non in Svizzera.

A prendere posizione in serata rispetto all'invito alla Confederazione di farsi carico del cittadino che ha compiuto il grave atto a Rimini è stato il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi che per il suo ruolo ben conosce la materia. In un post diffuso su Facebook , il responsabile del Dipartimento delle istituzioni stigmatizza il ragionamento della ministra italiana, ritenendo "gravi" le sue parole perché "disattende anche i principi dell’Accordo di Dublino che invece chiamerebbe in causa semmai la Germania e non la Svizzera!".

Il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, Lorenzo Quadri, ha inoltrato subito in serata un'interpellanza al Consiglio federale chiedendo chiarimenti sulle parole pronunciate a Roma nell'ora di domande e risposte. Dapprima desidera sapere se a Berna confermano che "secondo l’accordo di Dublino, dovrebbe essere semmai la Germania, Stato dove il migrante somalo ha presentato la prima domanda d’asilo, a farsene carico, e non certo la Svizzera" e se vi siano già state richieste dall'Italia alla Svizzera per accogliere questo cittadino somalo.

Ats/sdr
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