Nel 1985 a Finsterwald si festeggiava l'avvio dell'estrazione di gas. Nel 1994 l'impianto è stato chiuso dopo aver generato 27 milioni di franchi di perdite
Nel 1985 a Finsterwald si festeggiava l'avvio dell'estrazione di gas. Nel 1994 l'impianto è stato chiuso dopo aver generato 27 milioni di franchi di perdite (Archivio Keystone)

In Svizzera 450 giacimenti di combustibili fossili 

Ecco dove si trovano gas, carbone, olio, lignite, antracite, torba, asfalto ecc. - Alcune fonti in passato erano sfruttate anche a sud delle Alpi – AET non rilancia TIGeo

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La Svizzera non è ricca di combustibili fossili, ma certamente non è povera di giacimenti che non vengono usati commercialmente date le loro caratteristiche e dimensioni. Alcuni in passato però lo erano anche nella Svizzera italiana, come il giacimento subacqueo di gas naturale di Tenero (a oltre l’80% di metano) sfruttato durante la Seconda guerra mondiale. L’elenco completo comprende 450 siti, repertoriati dal Gruppo di esperti Georesources Svizzera sulla base dei cui dati pubblicati dall’Ufficio federale di topografia swisstopo abbiamo elaborato la cartina sottostante che li presenta tutti.

 

La maggior parte dei giacimenti riguarda vari tipi di carbone che oggi nessuno vorrebbe dover tornare ad usare quale fonte energetica: lignite (240), antracite (51), carbon fossile (11), carbone di scisto (25) e torba (15). Ma è noto anche un buon numero di giacimenti di idrocarburi e gas. Si tratta di decine di luoghi in cui sono presenti: asfalto (bitume), sabbie o scisto bituminosi, olio combustibile e gas naturale. Questi ultimi sono 31, 7 dei quali localizzati in Ticino (dai bagni di Stabio a Campo Vallemaggia).

 

Attualmente in Svizzera non viene estratta alcuna materia prima energetica per finalità commerciali. In passato invece i siti di estrazione attivi sono stati 168.  Una settantina venne abbandonata già prima del 1900. La maggioranza continuò invece ad essere sfruttata fino agli anni Cinquanta del Novecento. Dopo la Guerra l’unico giacimento che si è tentato di sfruttare su larga scala è stato quello di Finsterwald nell’Entlebuch lucernese dal quale tra il 1985 e il 1994 sono stati estratti 74 milioni di metri cubi di gas. L’esperienza si è però conclusa con una perdita di 27 milioni di franchi (cifra confermata dal Consiglio federale rispondendo a una domanda parlamentare), ciò che ha gelato le speranze elvetiche di poter ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in energie fossili. E alla fine venne liquidata anche Swisspetrol, l'organizzazione mantello delle imprese impegnate nella ricerca di gas e petrolio mettendo termine a circa 30 anni di esplorazioni.

AET non intende rilanciare il progetto TiGeo

I Vibrotruck usati da AET nel 2011 per verificare valutare la presenza di risorse naturali, di conformazioni adatte allo stoccaggio di gas e di condizioni favorevoli allo sfruttamento della geotermia nel sottosuolo del Mendrisiotto
I Vibrotruck usati da AET nel 2011 per verificare valutare la presenza di risorse naturali, di conformazioni adatte allo stoccaggio di gas e di condizioni favorevoli allo sfruttamento della geotermia nel sottosuolo del Mendrisiotto (©Archivio Ti-Press/Carlo Reguzzi)

Tentativi di trovare qualche giacimento di combustili fossili interessante da sfruttare sono stati fatti anche in Ticino. L’ultimo in ordine di tempo è stato quello dell’Azienda elettrica ticinese che aveva avviato il progetto TiGeo per verificare la presenza di gas naturale nel Mendrisiotto. Tra il 2010 e il 2011 erano stati fatti dei sondaggi, ma non avevano fornito sufficienti certezze sulla presenza di gas naturale in volumi apprezzabili, tali da giustificare l’avvio di uno sfruttamento industriale. La situazione nel frattempo non è cambiata. “I dubbi permangono e, nonostante l’evoluzione del mercato del gas, AET non ritiene di dover tornare sulla decisione”, ci ha spiegato il responsabile della comunicazione aziendale Pietro Jolli.

Diem
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