Una professione, un percorso che si evolvono
Una professione, un percorso che si evolvono (rts)

Infermieri... in movimento

Il futuro di una categoria sempre più importante nell'ambito della sanità. Gli sviluppi della loro specializzazione in Svizzera

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La categoria degli infermieri è la più numerosa del settore della sanità. E il carico di lavoro che si assume è sempre più pesante.

A riconoscere il ruolo centrale e le potenzialità di questa professione, primi fra tutti furono gli Stati Uniti, che negli anni 60 introdussero la formazione di infermiere specialista clinico. Allo stesso tempo anche il Canada decise di formare e impiegare infermieri specialisti clinici e numerosi studi dimostrarono i vantaggi del loro lavoro per il sistema sanitario. Altri paesi hanno in seguito istituito corsi per quegli infermieri desiderosi di approfondire le loro conoscenze. In totale oggi le nazioni che riconoscono ufficialmente la professione dell’infermiere specialista clinico sono 72.

In Svizzera questa professione sta prendendo piede. L’Università di Losanna, insieme a quella di Basilea e ad altre scuole universitarie professionali, offre un master in scienze infermieristiche. Il ticinese Andrea Serena lo ha seguito e ora lavora come infermiere specialista clinico all’ospedale universitario del Canton Vaud. La sua attività si limita al reparto di oncologia e si concentra sui tumori toracici.

 

Gli infermieri specialisti clinici si formano in un settore ben preciso, si aggiornano sugli sviluppi della ricerca in quel campo, informano i colleghi e decidono se è necessario cambiare tipo di cura. Ma non solo. Gli infermieri specialisti, infatti, seguono da vicino i pazienti e le loro famiglie, ascoltano le loro esigenze, fanno da tramite con i medici curanti e costruiscono una solida rete di sostegno, che accompagna i malati anche quando rientrano al loro domicilio. È stato dimostrato come le cure offerte vengano ottimizzate, anche dal punto di vista finanziario, come ci spiega la direttrice delle cure del CHUV di Losanna.

 

Al CHUV lavorano 43 infermieri specialisti clinici non solo nel reparto di oncologia, ma anche in geriatria e nelle cure intense. Anche gli ospedali universitari di Basilea, di Zurigo e di Berna ne hanno assunti. Questi infermieri possono però esercitare anche al di fuori degli ospedali, ad esempio nei centri di lunga degenza.

Il lavoro dell’infermiere specialista clinico si iscrive nella legge federale sulle professioni sanitarie, quindi non è illegale. Ma servirebbe un nuovo quadro legislativo che definisca con precisione le remunerazioni e i compiti di questa nuova professione. In passato un tentativo di modifica è fallito in Parlamento.

Manuela Eicher, docente di scienze infermieristiche all’Università di Losanna, è però convinta che la pratica farà scuola e che la politica agirà di conseguenza.

 

Da più parti ci si attende che il potenziale di questa categoria venga sfruttato meglio per far fronte ad un numero crescente di pazienti anziani e ad una diminuzione dei medici di famiglia e dei medici provenienti dall’estero. L’infermiere specialista clinico si inserisce in una presa a carico del paziente in un determinato settore, sgrava il lavoro dei medici e degli stessi colleghi infermieri. L’idea è quella di un approccio multidisciplinare, che a lungo termine porterebbe benefici all’intero sistema sanitario; i cui costi, stando all’Ufficio federale di statistica, hanno superato nel 2014 i 70 miliardi di franchi.

Simona Cereghetti

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