A scatenare le polemiche: il gesto dell'aquila bicipite (keystone)

Intense relazioni da decenni

Un kosovaro su 10 vive in Svizzera, mentre i serbi presenti nella Confederazione sono circa 200’000

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Cresce l'attesa per la decisione della FIFA relativa all'esultanza di tre giocatori della nazionale svizzera - Xhaka, Shaqiri e Lichtsteiner – che durante la partita contro la Serbia hanno fatto il gesto dell’aquila bicipite per ricordare l’origine kosovara-albanese di alcuni giocatori. Ma quali solo le relazioni della Confederazione con il Kosovo e con la Serbia? In entrambi i casi si parla di una diaspora.

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Il Kosovo: con circa 112'000 persone originarie da questa nazione, la Svizzera rappresenta, dopo la Germania, il secondo paese con il più gran numero di albanesi del Kosovo. La maggior parte di loro sono arrivati nel corso dei conflitti balcanici. Alla fine degli anni ‘90 la Svizzera accolse provvisoriamente 50’000 profughi in fuga dalla guerra con la Serbia. Il nostro paese partecipò poi alla ricostruzione (cooperazione economica che continua ancora oggi) e fa parte della KFOR, le forze militari della NATO chiamate a garantire la pace.

Oggi il 10% dei kosovari vive in Svizzera e c'è chi definisce il Kosovo il 27esimo cantone elvetico. Dieci anni fa Berna fu tra le prime capitali a riconoscere lo statuto di indipendenza del Kosovo, indipendenza osteggiata dalla Serbia e non ancora accordata anche da una serie di altri paesi, tra cui Russia, Grecia e Spagna. Se si tiene conto invece di chi dichiara l'albanese come lingua madre in Svizzera, si registrano circa 250'000 persone.

Duecentomila Serbi in Svizzera

Per quanto riguarda la Serbia, l’immigrazione da questo paese, ma del resto da tutta la ex Jugoslavia, è iniziata già negli anni ‘60 del secolo scorso, in seguito ad un accordo migratorio tra Berna e Belgrado. Oggi i serbi rappresentano poco più del 3% della popolazione svizzera, con circa 200’000 persone, in possesso in molti casi del doppio passaporto. Le relazioni tra Serbia e Svizzera sono considerate ottime, anche grazie a questa diaspora. Da notare pure che Belgrado e Berna si sono succedute, tra il 2014 e il 2015, alla guida dell'Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa (OSCE), collaborazione che ha rafforzato ancora più i legami. Certo il veloce riconoscimento da parte svizzera dell'indipendenza kosovara non era a suo tempo piaciuto molto a Belgrado...

RG-Roberto Porta/ludoC

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