Martedì è stato comunicato che il presidente degli Stati Uniti sarà presente al World Economic Forum del 2026. Donald Trump si recherà per la terza a Davos in vesti presidenziali, era già presente nel 2018 e nel 2020, mentre lo scorso anno in videoconferenza.
In occasione del forum saranno impiegati migliaia di membri della polizia e dell’esercito svizzeri, con i costi della sicurezza che sono aumentati rispetto all’edizione passata. Dopo la conferma di partecipazione del leader statunitense, è probabile che la cifra di quasi 9 milioni di franchi venga ridiscussa.
Ciononostante non peserà tutto sulle spalle delle forze dell’ordine elvetiche, dato che la sicurezza di Trump è principalmente curata dagli statunitensi stessi ed è standardizzato: “Il protocollo di sicurezza per le visite di Donald Trump nei Paesi europei è sempre lo stesso“, conferma l’ex giornalista investigativo ed esperto di intelligence Roland Kessler al Tages Anzeiger.
Un protocollo di sicurezza attorno a cui gravitano una grande quantità di risorse a disposizione e al servizio del capo di Stato. Quella che ha bisogno di meno introduzioni è probabilmente l’Air Force One, un Boeing 747 militarizzato che atterrerà il 18 gennaio a Zurigo, un giorno prima dell’inizio del forum. Trump parlerà mercoledì pomeriggio, il 21 gennaio.
Come mostra il video, nel 2018 Trump ne aveva usato uno solo, mentre nel 2020 due. Non è chiaro quanti ne saranno impiegati quest’anno.
L’Air Force One
L’Air Force One è un aereo altamente militarizzato, in grado di disturbare i sistemi radar nemici e lanciare razzi luminosi per deviare i missili. Può rimanere in aria per un tempo potenzialmente illimitato, grazie alla possibilità di essere rifornito in volo. In un certo senso, è più di un mezzo di trasporto: “In caso di attacco agli Stati Uniti, l’Air Force One funge da centro di comando mobile”, si legge sul sito web della Casa Bianca.
A bordo, Trump e il suo personale dispongono di una superficie di circa 370 metri quadrati su tre livelli. È inclusa una suite presidenziale, una sala conferenze e una sala operatoria. A bordo ci sono due cucine che possono servire 100 persone ciascuna.
L’aereo presidenziale è solitamente accompagnato da diversi velivoli da carico. In occasione del WEF, sono già atterrati domenica e martedì a Zurigo due Boeing C-17A Globemaster III, uno dei modelli più grandi al mondo. Lo spazio a bordo non manca: il Globemaster III può trasportare fino a 78 tonnellate di materiale, tra cui elicotteri e limousine.

L'aereo da trasporto C-17 Globemaster III all'aeroporto di Zurigo questo martedì.
Il trasporto tra Zurigo e Davos, dove probabilmente soggiornerà all’Hotel Alpengold, è infatti gestito dalla sua sicurezza. Durante le precedenti edizioni a cui ha partecipato, Donald Trump ha raggiunto la città retica in elicottero, nello specifico a bordo di un Sikorsky VH3D Sea King, dotato di tecnologia militare.
Per nascondere la posizione esatta del presidente, vengono solitamente utilizzati tre elicotteri che si scambiano di posizione durante il volo. Il tutto accompagnato da aerei Osprey MV-22 che ospitano forze speciali, agenti dei servizi segreti e altro personale, che voleranno indisturbati vista l’imposizione di una zona di divieto di volo in un raggio di quasi 50 chilometri intorno a Davos.

L'aereo presidenziale è anche soprannominato "Marine One".
In caso di maltempo, Trump si recherà a Davos a bordo della limousine blindata “The Beast”, “la bestia”. Soprannominata anche “Cadillac One”, pur essendo il veicolo di riserva, non sfigura. Ha una carrozzeria blindata e finestrini antiproiettile, caratteristiche che portano il suo peso a 9 tonnellate.
Dispone di solito di lanciagranate lacrimogeni, telecamere per la visione notturna e un telefono satellitare. Le versioni più recenti anche di un’alimentazione di ossigeno e di un frigorifero con riserve di sangue del gruppo sanguigno di Trump. Anche per il trasporto su ruote vale il gioco delle tre campanelle. I veicoli di solito viaggiano in coppia, se non in tre, accompagnate pure da un grande convoglio, che include diversi SUV neri con unità antiterrorismo, un camion con rilevatori di armi e auto con sorveglianza radar.

Ultima “difesa” al servizio di Trump, sicuramente non per importanza, sono i codici per l’autorizzazione di un attacco nucleare, trasportati da un membro dello staff in una valigetta chiamata “Presidential Emergency Satchel”, o “Nuclear Football”.
Tanti leader, tanti veicoli, tante emissioni
Gli altri partecipanti al Forum economico mondiale non hanno questo genere di accompagnamento, ma gran parte di loro raggiungerà comunque Davos con jet privati, riporta un’analisi di Greenpeace. L’aumento di voli privati previsto dagli aeroporti circostanti è di circa il 10% rispetto al 2024 e al 2025.
“Il WEF cerca soluzioni ai problemi globali, ma i ricchi e i potenti, con le loro emissioni di lusso, alimentano la crisi climatica e - di conseguenza - la più grande minaccia per il futuro del nostro pianeta”, ha criticato la portavoce di Greenpeace, Lena Donat: “Se le alternative a basso impatto climatico vengono semplicemente ignorate, allora i voli privati estremamente dannosi per il clima dovrebbero essere vietati immediatamente”.

WEF a Davos sicurezza incendi sotto la lente
Telegiornale 07.01.2026, 20:00








