La Svizzera si è tinta di viola

Migliaia di persone nelle piazze per sostenere lo "sciopero delle donne" per "una vera società basata sulla parità tra tra i sessi". La folla per strada anche a Bellinzona

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Centinaia di migliaia di persone hanno manifestato in tutta la Svizzera venerdì, per chiedere "una vera società basa sulla parità tra i sessi". Lo sciopero, annunciato da settimane e sostento da partiti e diverse organizzazioni sindacali, è stato il momento per riportare l'attenzione sulla disparità, non solo salariale, con cui sono confrontate tutt'oggi le donne.

Numerose e varie le dimostrazioni che si sono svolte in tutta la Confederazione. L'ultima manifestazione simile risale al 1991, quando anche in quell'occasione si rivendicava uguaglianza e parità. In numerose città, già alle prime luci dell'alba è iniziata la distribuzione di volantini con le rivendicazioni. Tra le diverse azioni simboliche intraprese, anche la decisione di ribattezzare temporaneamente strade e piazze con nomi di personaggi storici femminili.

 

A Berna, dove si stima la partecipazione di 40'000 persone, non è passata inosservata la presenza in prima linea della consigliera federale Viola Amherd e della presidente del Consiglio nazionale Marina Carobbio. A Basilea il logo dello sciopero è stato proiettato sulla torre Roche, il grattacielo più alto del paese. A Zurigo (70'000 persone) collegamenti dei tram interrotti nei pressi della stazione centrale per alcune ore da centinaia di donne sedute sui binari.

RG 18.30 del 12.06.2019 La corrispondenza di Gianluca Olgiati
RG 18.30 del 12.06.2019 La corrispondenza di Gianluca Olgiati
 

A Losanna i manifestanti, circa 30'000 secondo la polizia, hanno bloccato il ponte Bessières, a Neuchâtel diverse statue sono state "vestite" di viola, mentre a Sion la gente ha manifestato di fronte al parlamento cantonale. Migliaia di persone unite dallo stesso spirito e, soprattutto, dallo stesso colore: il viola.

Migliaia di persone a Bellinzona

Il corteo partito poco dopo le 17.00 è stato il momento clou anche nella Svizzera italiana, dove migliaia di manifestanti  hanno sfilato dalla stazione di Bellinzona fino a Piazza Governo. Secondo gli organizzatori i partecipanti erano 10'000, ma secondo le stime ufficiali della polizia comunale, contattata dalla RSI, non superavano i 4'000.

L'onda viola ha investito la capitale, ed era composta da migliaia di persone: tante donne, evidentemente, ma anche molti uomini solidali e tante famiglie con bambini. Al corteo di Bellinzona, in prima fila, c’era di nuovo la presidente del Consiglio nazionale, Marina Carobbio. La manifestazione si è svolta in maniera festosa e pacifica, ma anche ferma e decisa, per chiedere il rispetto della parità di genere.

Gli organizzatori:
Gli organizzatori: "10'000 persone a Bellinzona" (RSI)

Chiara Landi, del gruppo donne UNIA Ticino e Moesano, ai microfoni della RSI spiega: “Il risultato è stato al di sopra delle aspettative, ci attendavamo una grande partecipazione, ma non così ampia! Siamo tantissime e tantissimi, una marea che non si fermerà”. Rispetto al 1991, il fatto che tanti uomini hanno manifestato significa che qualcosa è già cambiato nella società? “Sì”, ci risponde Landi, “è un buon segnale e abbiamo lavorato molto anche per far capire che non c’è nessuna volontà di dividere: bisogna lavorare insieme: uniti, combattere per abbattere le discriminazioni e per una società più giusta”. La politica, conclude, “non può più ignorare le nostre rivendicazioni”.

Dopo lo sciopero, si attendono le risposte

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Il Quotidiano di sabato 15.06.2019

 
 
Sciopero delle donne a Berna

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TG di venerdì 14.06.2019

 
Parlamentari in piazza

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Da Berna Nicola Zala

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Il corteo di Bellinzona

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TG di venerdì 14.06.2019

Donne e politica

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ATS/bin/ludoC
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