Un apparecchio per la diagnosi rapida della positività al virus dell'AIDS. Nel 2020 è stato registrato circa un terzo di casi di HIV in meno rispetto all'anno prima (Keystone)

La pandemia rallenta l'HIV

Segnalato nel 2020 circa il 30% in meno di infezioni (236) rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Un risultato forse legato al Covid-19

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Finora è stato segnalato in Svizzera circa un terzo in meno di infezioni da HIV rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Tale diminuzione è probabilmente dovuta alla pandemia da coronavirus.

Lo si evince dai dati diffusi dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), stando ai quali solo 236 casi di infezione da virus dell'immunodeficienza umana (HIV) sono stati segnalati in Svizzera fino a queste ultime settimane dell’anno, il che corrisponde a circa un terzo in meno rispetto dei valori registrati nel 2019.

L'Aiuto svizzero contro l'AIDS attribuisce tale riduzione alla pandemia da Covid-19: "O meno persone sono state testate per l'HIV durante questo periodo di pandemia, oppure hanno avuto meno rapporti sessuali non protetti", ha detto Nathan Schocher, responsabile del programma “Persone che convivono con l'HIV”.

Secondo quest’ultimo le misure contro la diffusione del coronavirus hanno avuto un impatto anche sul comportamento sessuale, ad esempio chiudendo luoghi di incontro come club e bar, o riducendo i loro orari di apertura.

ATS/EnCa
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