Mercoledì sarà il giorno della verità per Aeschi, Gobbi e Parmelin
Mercoledì sarà il giorno della verità per Aeschi, Gobbi e Parmelin (rsi)

La vigilia dell'ora X

L'imminenza del rinnovo del Consiglio federale - Copertura integrale dell'elezione sul sito Info RSI

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Ormai ci siamo. Ancora una giornata da dedicare a interrogativi, ipotesi e speculazioni, prima del tanto atteso rinnovo del Consiglio federale. L'esito del voto per la successione a Eveline Widmer-Schlumpf appare adesso piuttosto aperto. Certamente più incerto rispetto a quanto si poteva prevedere ancora qualche settimana fa.

L'elezione del Governo sarà seguita mercoledì sul sito web dell'Informazione RSI, con continui aggiornamenti in tempo reale e con la diffusione in streaming della diretta televisiva a partire dalle 07.30


Norman Gobbi
, Thomas Aeschi e Guy Parmelin - le tre personalità schierate dall'UDC - si giocheranno le loro carte sullo sfondo dei punti di forza e di debolezza delle rispettive candidature. A più commentatori il ticket è apparso in realtà ritagliato in modo da far emergere Aeschi, il 37enne parlamentare di Zugo. A lui, molto accreditato per la sua competenza nei dossier economici,  fa tuttavia difetto una precedente esperienza a livello di esecutivo. La stessa che può invece far valere Gobbi, anche rispetto ad un politico di lunga militanza come Parmelin. È questo ad esempio un aspetto che, unitamente ad altri, avrà certamente il suo peso nella decisione che prenderà l'Assemblea federale.

Le Camere, in sessione congiunta, si apprestano all'elezione del nuovo Consiglio federale
Le Camere, in sessione congiunta, si apprestano all'elezione del nuovo Consiglio federale (keystone)

Ad ogni modo l'UDC ha schierato 3 candidati che, al di là di personali sfumature, si identificano piuttosto integralmente con le posizioni più intransigenti del partito. Una scelta molto profilata, ma in definitiva conseguente ad un successo elettorale ottenuto proprio sull'onda di un programma molto profilato su immigrazione di massa, sicurezza e rapporti con l'UE. Resta però da vedere in che misura saranno ora disposte a legittimarla - votando per uno dei 3 candidati - le altre maggiori forze rappresentate in Parlamento.

Ha sorpreso la mancata inclusione nel ticket di Heinz Brand, considerato in un primo momento fra i più papabili
Ha sorpreso la mancata inclusione nel ticket di Heinz Brand, considerato in un primo momento fra i più papabili (keystone)

Dopo l'esito del 18 ottobre, la strada per la riconquista di un secondo seggio in Governo è apparsa per l'UDC praticamente in discesa. Non si può tuttavia escludere un estremo tentativo, orchestrato da sinistra, per cercare di inserire nella partita un esponente UDC esterno al terzetto ufficiale. Confidando, insomma, in un "outsider" e in una qualche replica dello scenario emerso nel 2007 con la clamorosa estromissione di Christoph Blocher.

La direzione democentrista ha già preso le sue precauzioni e chi si presterà a manovre del genere sarà sanzionato con l'espulsione dal partito. Ma le investiture ufficiali hanno anche suscitato malumori fra i ranghi democentristi (si pensi alla sorpresa suscitata dalla mancata inclusione di Heinz Brand), che in questo senso potrebbero essere strumentalizzati.

Norman Gobbi è stato membro del Consiglio nazionale fra il 2010 e il 2011
Norman Gobbi è stato membro del Consiglio nazionale fra il 2010 e il 2011 (keystone)

L'attenzione della Svizzera italiana si focalizza intanto su Norman Gobbi. Al consigliere di Stato, dato in partenza come sfavorito, sono ora attribuite più chances. In ogni caso la sua inclusione nel ticket UDC ha sancito per il Ticino un fatto significativo: per la prima volta dopo 16 anni, infatti, un politico del Cantone è stato designato ufficialmente dal gruppo parlamentare di un partito di Governo, per la corsa al rinnovo dell'Esecutivo.

Le volte mancate del Ticino

L'ultima investitura formale risale infatti al marzo del 1999, proprio a seguito della partenza dall'Esecutivo di Flavio Cotti. Fu quindi Remigio Ratti, all'epoca consigliere nazionale, a essere incluso nella rosa ufficiale dei candidati del PPD per il rinnovo del Governo.

Remigio Ratti fu consigliere nazionale del PPD fra il 1995 e il 1999
Remigio Ratti fu consigliere nazionale del PPD fra il 1995 e il 1999 (tipress)

L'economista e professore ticinese ottenne tuttavia un numero davvero ridotto di suffragi: 33 alla prima votazione, appena 17 nel secondo turno. Il seggio lasciato vacante da Cotti venne alla fine attribuito al friborghese Joseph Deiss, che prevalse con 120 voti alla sesta votazione.

Negli anni successivi diverse personalità politiche ticinesi si misero in lizza per la corsa al Consiglio federale, senza tuttavia riuscire ad ottenere una definitiva candidatura ufficiale dai rispettivi partiti. Ci provò ad esempio senza successo la socialista Patrizia Pesenti, nel 2002, per il posto in Governo lasciato da Ruth Dreifuss. Sfortunato fu anche il tentativo della PPD Chiara Simoneschi-Cortesi, all'uscita di scena, nel 2006, di Joseph Deiss.

Le possibilità per un politico ticinese apparirono nettamente in ascesa nel 2009, all'epoca delle manovre del PLR per la successione a Pascal Couchepin. Per tutta l'estate si infittirono le speculazioni su una candidatura ufficiale per Fulvio Pelli nel suo ruolo di presidente, allora, del partito svizzero.

L'ipotesi di una candidatura ufficiale di Fulvio Pelli, per la successione a Pascal Couchepin, tenne banco per tutta l'estate del 2009
L'ipotesi di una candidatura ufficiale di Fulvio Pelli, per la successione a Pascal Couchepin, tenne banco per tutta l'estate del 2009 (keystone)

Un'ipotesi che per alcuni mesi appassionò l'opinione pubblica, ma che tramontò con la definizione finale del ticket del partito, composto dal ginevrino Christian Lüscher e dal neocastellano Didier Burkhalter. Senza esito furono quindi i tentativi di schierare una candidatura ticinese con Dick Marty, avversato però da PPD e Lega. Con 129 voti risultò quindi eletto Didier Burkhalter.

Infruttuosi furono in seguito anche i tentativi di Ignazio Cassis nel 2010 - per la successione in Governo ad Hans-Rudolf Merz - e di Marina Carobbio nel 2011, per il seggio lasciato vacante da Michéline Calmy-Rey.

Nel 2011 finirono mortificate le ambizioni di Marina Carobbio
Nel 2011 finirono mortificate le ambizioni di Marina Carobbio (keystone)

Alla consigliera nazionale socialista vennero da più direzioni riconosciute tutte le carte in regola: competenza, spessore politico, provenienza dalla Svizzera latina. Ma a prevalere furono le mire dei socialisti romandi, ben decisi a imporre la candidatura di un loro esponente per il seggio in questione. E a conquistarlo fu Alain Berset.

L'anticamera del Ticino davanti alla stanza dei bottoni, pertanto, prosegue.

Alex Ricordi

 

La puntata di 60 minuti del 07.12.2015 da Berna:

Grandi manovre a Palazzo

Grandi manovre a Palazzo

LA 2, lunedì 7 dicembre, 21:05

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