Una stoppata a certi comportamenti (Keystone)

"L'allenatore entrava nelle nostre docce"

Basket svizzero nella bufera, a Modem nuove testimonianze si aggiungono alle accuse sugli abusi psichici patiti dalle giocatrici dell’Elfic di Friburgo

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"Io ho vissuto la realtà di Elfic Friburgo. Ho deciso di parlare perché era importante per me, ma ho anche vissuto qualcos’altro nella nazionale di basket. Avevamo un allenatore che entrava negli spogliatoi: questo allenatore mi ha visto nuda, perché  ha aperto la porta delle docce, come faceva spesso". A Modem martedì mattina si sono aggiunte nuove testimonianze, dopo quelle di alcune ex giocatrici dell’Elfic di Friburgo che nei giorni scorsi avevano rivelato quanto subito dal loro allenatore.

Edizione del 23.11.2021
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In particolare, una ex promessa della pallacanestro elvetica – di cui la RSI ha deciso di mantenere l’anonimato - ha chiamato in causa anche un allenatore di una nazionale giovanile. Una denuncia corroborata anche da altre giovani giocatrici ed ex-giocatrici, che però per il momento preferiscono non testimoniare in pubblico.

Questa testimonianza inedita si riferisce a fatti risalenti a una decina di anni fa. Vennero segnalati alla responsabile della squadra, che afferma di averlo riferito poi ai massimi livelli della Federazione di basket. Ma nessuno prese alcun provvedimento. Anche in questo caso – come in denunce analoghe di altre giocatrici – chi ha subìto questi comportamenti inadeguati si lamenta del mancato intervento di Swiss Basketball. Racconti che sono caduti nel vuoto. E allenatori che sono rimasti al loro posto.

Proprio come sostenuto da Ludivine Tissot che, con Lara Thalmann e altre ex giocatrici, ha deciso di rompere il silenzio dapprima con la stampa romanda per portare alla luce del sole gli abusi psicologici subiti da lei e dalle compagne negli spogliatoi del centro di formazione del club burgundo. Un problema che riguarda il club, sostengono, ma anche della Federazione che, a loro dire, non svolgerebbe il suo ruolo.

L’ascolto probabilmente è mancato, ci sarà una commissione esterna

La questione viene presa sul serio, sarà affrontata da una commissione esterna e le ragazze verranno subito ascoltate, ha anticipato il vicepresidente di Swiss Basketball di Claudio Franscella. Ha riconosciuto che in passato probabilmente "l’ascolto è mancato" e che la pressione "può aver fatto perdere il senso dell’orientamento ad alcuni allenatori". Ma non sarà più così, ha affermato, garantendo che "l’ambiente generale del basket svizzero è sano". La Federazione applicherà senza indugi le nuove direttive federali, decise sulla base del caso scoppiato attorno alla formazione delle ginnaste a Macolin nel 2020.

Una cinquantina di segnalazioni in pochi mesi

A muoversi è anche Swiss Olympic che ha attivato un servizio indipendente al quale sportive e sportivi di tutte le discipline possono rivolgere le proprie segnalazioni. Dal 2022 nascerà poi Swiss Sport Integrity che avrà anche la possibilità di indagare e sanzionare. "Gli atleti non dovranno più avere paura di denunciare gli abusi che subiscono" ha sottolineato il membro della direzione di Swiss Olympic Fabio Gramegna, riconoscendo che il sistema finora adottato non si è rivelato efficace. Dallo scorso settembre è stata lanciata anche la campagna "Are you ok?" per invitare gli atleti a manifestare il loro eventuale disagio. Le segnalazioni non sono mancate. Ne è arrivata una cinquantina, in maggior parte riguardanti questioni legate alla sessualità.

RED. MM
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