Economia e Finanza

AMAG ottimista per il futuro dell’auto, anche in Ticino

Il mercato svizzero soffre più del resto d’Europa, i clienti sono restii a comprare veicoli nuovi ma il CEO Helmut Ruhl vede il bicchiere mezzo pieno e punta sullo sviluppo a sud delle Alpi

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Il sostegno alla mobilità elettrica è prioritario per il CEO di AMAG, Helmut Ruhl
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SEIDISERA del 04.02.2026 - L’intervista di Enrico Campioni a Helmut Ruhl

RSI Info 05.02.2026, 05:54

  • Keystone
Di: Radiogiornale-Marzio Minoli/Enrico Campioni  

L’inizio dell’anno per il mercato dell’auto elvetico ha registrato un volume di vendite estremamente limitato, con poco più di 14’000 vetture nuove immatricolate (-5,1% rispetto al 2025). Si tratta di una performance deludente che, come sottolinea l’associazione mantello degli importatori auto-suisse, “rappresenta il mese peggiore di questo secolo”. Stupisce del resto la dicotomia con il mese di dicembre 2025, rivelatosi molto dinamico e con buoni livelli di vendita. In buona sostanza, tra dicembre e gennaio il calo delle vendite ha sfiorato la metà, -47,6%.

Proprio del mercato elvetico e dell’andamento delle vendite in prospettiva 2026 ne abbiamo parlato con Helmut Ruhl, il CEO di AMAG, importatore leader in Svizzera e tra i pionieri nel sostegno alla mobilità elettrica nel Paese. Egli ricorda che l’anno scorso è stato, per l’azienda, un anno di ritorno alla crescita in cui ha segnato un fatturato di cinque miliardi di franchi (come gruppo). Per quest’anno il dirigente prevede una leggera crescita del mercato, con un aumento delle immatricolazioni di auto nuove da 234’000 a 240’000, pari a un incremento del 2% circa.

Helmut Ruhl rileva che “il mercato è leggermente superiore alle nostre aspettative ma resta pur sempre al 20% in meno rispetto al periodo antecedente la pandemia da coronavirus. Inoltre, quest’anno sarà il settimo anno consecutivo di calo e dalla fine della pandemia il mercato svizzero non si è ripreso”. Secondo il manager, la cosa “è sorprendente, poiché il mercato europeo è cresciuto del 15% dai minimi del periodo pandemico”.

Il manager segnala che “di conseguenza, riteniamo di poter mantenere la nostra forte posizione di mercato e aumentare il nostro fatturato di almeno il 2%. Già l’anno scorso abbiamo raggiunto una quota di mercato del 32,1%, il che la rende la seconda quota di mercato più alta negli ottant’anni di storia aziendale”.

Secondo Ruhl, la scarsa propensione all’acquisto dei clienti elvetici si spiega con più fattori. A suo avviso, la clientela rimane “titubante” e lo è “più che altrove”, un aspetto “piuttosto insolito sapendo che l’economia svizzera sta andando bene”. Tuttavia, riallacciandosi a un sondaggio della Segreteria di Stato per l’economia (SECO) di dicembre 2025, Helmut Ruhl ricorda che tale ricerca ha evidenziato come “la fiducia dei consumatori sia bassa e siamo ai livelli di fine 2024. Ciò significa che a differenza del resto d’Europa, la riluttanza dei consumatori in Svizzera resta molto elevata”. A suo avviso, infatti, “le persone sono ancora incerte sul tipo di veicolo che desiderano acquistare e attualmente non comprano auto nuove”.

Quanto asserito da Ruhl è d’altronde segnalato pure dall’Ufficio federale di statistica (UST), che mercoledì in un comunicato evidenzia come l’età media delle auto in circolazione nella Confederazione si sia ulteriormente allungata, sfiorando ormai gli undici anni.

In merito alla svolta elettrica, il CEO dell’azienda con sede a Cham (ZG) precisa: “Il nostro obiettivo rimane invariato - ossia decarbonizzare il nostro livello di business entro il 2040 - e stiamo costruendo il nostro “ecosistema elettrico” insieme ai nostri partner. Il nostro obiettivo è anche quello di portare la mobilità elettrica in Ticino, un cantone dove al momento vendiamo poco meno dell’8% di veicoli elettrici, il che è assai meno del 22% su scala nazionale”, ma secondo Ruhl “ora che in Italia l’infrastruttura di ricarica è ben sviluppata, la mobilità a corrente ha grandi opportunità in Ticino”.

Va detto per inciso che nel 2025 le vendite di vetture elettriche sono tornate ad aumentare, dopo il calo dell’anno prima: è una delle indicazioni che emergono dal bilancio sulle nuove immatricolazioni dall’Ufficio federale di statistica (UST). Le vendite di vetture a batteria sono tangibilmente aumentate (+16%) e la loro quota rispetto al totale delle nuove immatricolazioni di auto è salita aumentata di 3,5 punti percentuali, sfiorando il 23%.

E parlando delle criticità della transizione elettrica, un elemento cardine sono i posti di lavoro. In merito, Helmut Ruhl segnala che la transizione verso una maggior “elettro-mobilità” porterà a minori ricavi e a meno lavoro in officina e l’organizzazione dovrà adattarsi di conseguenza”. Va però detto che secondo il manager di AMAG resta importante “considerare che i baby-boomer andranno in pensione nei prossimi dieci anni, il che significa che in Svizzera, nel complesso, quasi l’1% della forza lavoro attiva sarà pensionata ogni anno. E in Ticino abbiamo implementato numerosi cambiamenti, tra cui l’ampliamento del nostro portafoglio”.

Ruhl ricorda che in Ticino l’azienda da lui diretta “garantisce un impiego a circa 450 persone, il che rappresenta il 17% in più rispetto a cinque anni or sono e la cosa che mi fa più piacere è che nel vostro cantone impieghiamo più di 40 apprendisti e perciò siamo molto soddisfatti dei progressi e di come stiamo cambiando e, soprattutto in Ticino, siamo sulla buona strada e siamo ottimisti per il futuro”.

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SEIDISERA del 04.02.2026 - il servizio di Alessio Veronelli

SEIDISERA 04.02.2026, 18:00

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