Per il consigliere agli Stati dell'Alleanza del Centro Benedikt Würth è giunto il tempo di intervenire (keystone)

Le indiscrezioni scaldano la politica

Cresce la preoccupazione in Parlamento per le sempre maggiori fughe di notizie – La mozione Würth chiede nuove regole, ma per il Governo bastano le attuali

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Quali sono i piani di Alain Berset contro il coronavirus? Chi all'interno del Consiglio federale vorrebbe misure più restrittive e chi invece aprire più rapidamente? Ci sarà o no un lockdown? Durante la pandemia, alla vigilia delle attesissime sedute del Governo, sui media si sono moltiplicate anticipazioni, indiscrezioni e speculazioni. In Parlamento c'è ora chi vorrebbe l'introduzione di misure più severe per evitare importanti fughe di notizie. Per il Consiglio federale invece bastano quelle già in vigore.

L'apice di una situazione certamente eccezionale per quanto riguarda le fughe di notizie a Palazzo federale lo si è raggiunto a inizio marzo, quando - cosa più unica che rara - il Dipartimento delle finanze ha addirittura mandato un comunicato per smentire indiscrezioni sulla posizione di Ueli Maurer in merito alle possibili aperture dei ristoranti.

Per il Consigliere agli Stati dell'Alleanza del Centro Benedikt Würth è tempo di intervenire. “È un problema per il sistema di governo e per l'intera democrazia, così non è possibile lavorare in un Esecutivo, ne va della fiducia nel Consiglio federale. Questa tendenza deve essere fermata", ci dice l'ex Consigliere di Stato sangallese, che in una mozione chiede vengano adottate nuove regole più stringenti.

Il Governo risponde che è vero, le indiscrezioni sono aumentate, ma che ciò è dovuto alle numerose decisioni molto delicate da prendere legate alla gestione della crisi.

"Dovrebbe essere il contrario - replica Würth - proprio durante una crisi è fondamentale che il Governo comunichi sulla base di decisioni consolidate e che le regole vengano rispettate"

Non è però un segreto che in alcuni casi sono i dipartimenti stessi ad avere interesse a far trapelare delle informazioni sui media e che non mancano rivalità politiche anche all'interno del Governo, anche questo favorisce le indiscrezioni. "Sì, talvolta possono essere fatte in modo mirato per influenzare la formazione delle opinioni" afferma Würth, che parla di un vero e proprio "sistema" di indiscrezioni e aggiunge: "È capitato che Consiglieri federali ai quali veniva chiesto cosa pensassero di una proposta in discussione in Governo il mercoledì rispondevano che avrebbero dovuto prima leggere il Tages Anzeiger".

Una risposta ironica a dimostrazione che negli ultimi mesi anche la comunicazione istituzionale è stata messa a dura prova. Della necessità di intervenire discuterà presto il Consiglio degli Stati.

RG-Serena/Red. MM
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