In Sudafrica (keystone)

"L'economia, il miglior aiuto allo sviluppo"

Il bilancio del consigliere federale Ignazio Cassis da Città del Capo, sul suo primo viaggio in Africa

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Venerdì sera il ministro degli esteri torna dalla sua visita di quasi una settimana nel sud del continente. L'abbiamo raggiunto al telefono a Città del Capo, a poche ore dal rientro verso la Svizzera:

Libero scambio col Sudafrica, un accordo sui trasporti aerei con lo Zambia... ma anche una clinica per malati di AIDS in Zimbabwe. C'era più economia che aiuto allo sviluppo in questo suo primo viaggio africano da ministro degli esteri?

"C'era effettivamente una buona parte di economia, che è il miglior strumento per fare aiuto allo sviluppo. Dare opportunità di lavoro soprattutto ai giovani africani è il miglior modo di collaborare al successo dei loro Paesi."

Dei tre Paesi che ha visitato, quale offre più opportunità alla Svizzera?

"Il Sudafrica è ovviamente quello più sviluppato e industrializzato. È vero però che esce da un periodo difficile. Quindi offre sia opportunità per fare affari, ma allo stesso tempo è terreno per l’aiuto allo sviluppo, ad esempio contro la povertà nelle bidonville. In Zambia e Zimbabwe invece c’è un grande potenzialità economica, ma non c’è ancora la stabilità politica e istituzionale necessaria per attirare investimenti da parte svizzera."

Polemica sul viaggio di Cassis

Polemica sul viaggio di Cassis

TG 20 di mercoledì 09.01.2019

 

Ha fatto molto parlare qui la sua visita alla miniera di Glencore in Zambia... Lei ha dichiarato che voleva farsi un'idea di come andavano le cose sul posto. Ha incontrato anche qualcuno della società civile che le ha potuto fornire un'altra ottica sulla miniera e su Glencore?

"Sì sì, abbiamo incontrato anche persone della società civile. La visita a questa grossa miniera per l'estrazione del rame è una visita quasi obbligata per uno svizzero in Zambia, perché è una gigantesca ditta elvetica. Una ditta che rappresenta uno dei fattori di stabilità economica del Paese. E soprattutto quello che a noi interessava era capire come si sta muovendo Glencore con questa miniera nell'ambito della formazione professionale – che sappiamo è uno strumento per ridurre la preoccupante disoccupazione giovanile. In quest'ambito Glencore sta facendo molto, ha una scuola con oltre 300 apprendisti che ho visitato. In futuro, collaborando con lo Stato, ha l'intenzione di formarvi anche elettricisti, meccanici, ecc."

 

Non le ha dato fastidio che Glencore abbia usato una sua immagine per dire "ci ha visitato anche un Consigliere federale"?

"Ma guardi, quando io sono in viaggio e facciamo dei tweet, questi sono pubblici. Chiunque li può utilizzare come meglio crede. Se non voglio essere utilizzato evito di fare dei tweet. Ritengo che nella società dell'informazione odierna un ministro debba comunicare quel che fa."

 

Lei in passato ha detto di voler riformare l'aiuto lo sviluppo. Ha delle idee più precise dopo questo viaggio africano?

"Diciamo che conferma la decisione che il Consiglio federale ha preso poco prima di Natale. Cioè bisogna concentrare la nostra attività sia geograficamente sia su temi, senza disperdere forze. Dobbiamo farlo soprattutto laddove noi siamo forti. E terzo dobbiamo cercare di fare ciò che non fanno altri cioè di dare anche una visibilità alla Svizzera come Paese."

Alan Crameri
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