Il genetista che indaga sui lupi

TG 20 di domenica 03.10.2021

(keystone)

Lo Sherlock Holmes dei lupi

Il ticinese Luca Fumagalli e il suo team all’Università di Losanna seguono da anni le tracce del grande predatore per conto della Confederazione

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I lupi in Svizzera sono in aumento e minacciando il bestiame sono protagonisti di interminabili discussioni politiche. La loro presenza è un fatto ormai noto, ma non tutti sanno che il numero di questi canidi sul territorio è calcolato da anni da un ticinese esperto di genetica: Luca Fumagalli, direttore del Laboratorio di biologia della conservazione dell’Università di Losanna. “Dopo 20 anni di lavoro, di accumulo di dati, ho un certo legame affettivo e professionale con l’animale”, ci confida il ricercatore.

I lupi in tutta la Confederazione sono circa 130 e sono in costante aumento; vivono in 12 branchi e sono tornati in Svizzera negli anni Novanta. Proprio Luca Fumagalli e il suo gruppo seguono le loro tracce per contro dell’Ufficio federale dell’ambiente, analizzando geneticamente peli, feci e saliva trovati sulle carcasse degli animali uccisi.

Luca Fumagalli, direttore del Laboratorio di biologia della conservazione dell’Università di Losanna
Luca Fumagalli, direttore del Laboratorio di biologia della conservazione dell’Università di Losanna (RSI)

“Certo, è un po’ un lavoro da detective – ci spiega questo moderno Sherlock Holmes della natura –, e deve essere fatto con una logistica particolare: i campioni contengono così poco DNA ed è molto facile contaminarli; i protocolli da rispettare sono lunghi e laboriosi”.

I lupi aumentano e con loro le vittime fra le greggi svizzere, tanto che la Confederazione rilascia talvolta ai cantoni permessi speciali di abbattimento. Questo predatore, tuttavia, resta una razza protetta che solitamente non aggredisce l’uomo: “Di solito evitano in modo cronico la vicinanza con l’essere umano, è molto difficile vederli”, conclude Fumagalli.

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Il Quotidiano di lunedì 06.09.2021

 

Il lupo e la politica

A livello politico le discussioni sulla presenza del grande predatore si moltiplicano, tanto che di recente il Consiglio nazionale ha accolto una mozione per chiedere che sia la Confederazione ad assumersi integralmente i danni causati da specie protette. Gli Stati devono ancora pronunciarsi; attualmente i danni provocati da linci, lupi, orsi e sciacalli dorati vengono presi a carico da Berna nella misura dell'80% , mentre quelli causati da aquile, castori e lontre nella misura del 50%, i cantoni si assumono i costi restanti.

Telegiornale-Massimo Isotta/ludoC
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